domenica 16 maggio 2010

IL PERCHE’ DELLE COSE.. di Silvana Vergna

Come promesso nel precedente numero di Medoleggendo, parliamo dei perché di Palazzo Ceni. La precedente Amministrazione aveva intenzione di farvi la sede del Comune di Medole e trasferirvi anche gli uffici, perché?
Antonio Carra e Fausto Brigoni hanno spiegato e ripetuto più volte che i Medolesi avrebbero imparato e apprezzato l’arte del palazzo ogni volta che avrebbero avuto bisogno di fare la carta d’identità, o un certificato qualsiasi, magari di dichiarare la nascita di un figlio o firmare l’atto di morte di un proprio caro. A detta di Carra, in queste occasioni, i cittadini medolesi avrebbero gradito osservare i muri del palazzo andando all’ufficio tributi per parlare di tasse, o all’ufficio tecnico a lamentarsi delle strade rotte o all’ufficio dei vigili per parlare di multe o di patenti ritirate. Nell'attesa di entrare nell’ufficio dell’assistente sociale per significare la propria situazione precaria di senza lavoro e difficoltà economiche, pensando come arrivare alla fine del mese e come chiedere un aiuto per povertà, nei tempi di attesa, si poteva osservare come il palazzo fosse stato ben ristrutturato e darne a qualcuno il merito.
Solo chi ha una scarsissima considerazione verso la cultura e la sensibilità dei Medolesi può volerli obbligare ad imparare e apprezzare l’arte, facendo la carta d’identità!
E’ uno schiaffo alla nostra intelligenza!
I Medolesi così poco considerati e maltrattati, da chi si crede tanto superiore, perderebbero ogni interesse vero sia alla cultura che alla politica locale e, delusi e impotenti verso questa ingiusta pratica, si disinteresserebbero di tutto.
Ma forse era quello che volevano?? Il disinteresse della gente per essere più liberi di fare? Medolesi svegliamoci! Stiamo più attenti a quello che i nostri politici fanno e abbiamo il coraggio di critica!
Pretendiamo la trasparenza amministrativa! I politici onesti ne saranno lieti.
A parte il fatto che i precedenti Amministratori continuano a parlare di un progetto che non esiste, e per fortuna, perché un progetto di ristrutturazione del palazzo pensato in questo modo avrebbe presentato degli ostacoli insormontabili per l’operatività degli uffici comunali. I rapporti aeroilluminanti insufficienti avrebbero portato alla bocciatura definitiva da parte dell’A.S.L. che avrebbe espresso parere di competenza negativo! Ma l’ostacolo più significativo era quello che, data la struttura del palazzo, per raggiungere un ufficio bisognava andare da una stanza all’altra, essendo stanze tutte collegate. Ma vi immaginate che se si doveva andare in un ufficio bisognava passare prima da un altro e disturbare chi, per esempio, stava parlando di ICI o di Tassa Rifiuti, poi passare in un’altra stanza e disturbare chi stava chiedendo una residenza o uno Stato di Famiglia, o peggio, una separazione o un divorzio. Alla faccia della Privacy..
Palazzo Ceni merita ben altro, e anche noi meritiamo più rispetto!

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