domenica 16 maggio 2010

È NATA UNA MAMMA… di Giulia Redini

Il 23 Luglio scorso sono diventata mamma di uno splendido bambino, Gioele. Indescrivibile l’emozione che ho provato quando, in sala parto, ho potuto toccarlo, vederlo, stringerlo tra le braccia… È stato come realizzare un sogno, il sogno più bello e più importante: finalmente, dopo nove mesi di attesa, preoccupazioni e speranze, il mio fagottino di tre chili e mezzo è nato, bellissimo come può apparire solo ad una mamma innamorata.
Stanca per le fatiche del travaglio e del parto, tra lacrime di gioia incontrollabile, coccolavo il mio bambino e pensavo a ciò che era appena avvenuto: una nuova vita stava cominciando, una vita che io ed il mio compagno avevamo generato e della quale saremmo stati completamente responsabili. Mi ci è voluto del tempo per realizzare ciò che era accaduto; nonostante per tutta la gravidanza non avessi fatto che pensare a lui, avessi sentito il suo cuoricino battere forte in occasione delle ecografie effettuate e lo sentissi muoversi continuamente nella mia pancia tra calci e pugnetti, il confronto con la realtà fu emotivamente travolgente: il bambino che tanto avevo desiderato e che per tanto tempo avevo immaginato era diventato reale, lo potevo guardare, toccare, potevo sentire il suo pianto liberatorio, potevo vedere quanto fosse perfetto, una piccola persona con delle bellissime manine, una testolina piena di capelli, dei piedini piccolissimi… ma ciò che non potevo immaginare era l’amore che istintivamente avrei provato per lui, un sentimento profondo, completo, sincero. Sapevo che avrei amato con tutto il cuore il mio bambino ma non avevo idea di quanto amore si potesse provare.
Dicono che un bambino ti cambia la vita… ti rendi conto di quanto è vero solo nel momento in cui nasce tuo figlio. Ho tre nipoti meravigliosi che amo tantissimo e diverse esperienze come educatrice con bambini più o meno grandi e fino ad ora non mi ero resa conto del costante impegno e del carico di responsabilità che l’avere un bambino comporta. Ad un tratto la tua vita cambia completamente, le tue priorità vengono messe in discussione, ciò che prima consideravi indispensabile assume un significato e un’importanza completamente diversi. Al centro di ogni pensiero ora c’è questa meravigliosa piccola creatura, talmente indifesa che istintivamente sei disposto a rivoluzionare la tua vita purché riceva tutte le attenzioni e le cure possibili e necessarie e, nel momento in cui capisci che il suo benessere fisico ed emotivo dipende esclusivamente da te, ecco che si è creato quell’indispensabile vincolo che ti legherà al tuo bambino per tutta la vita e che è alla base di ogni sua relazione futura.
Sono mamma da così poco che non ho niente da insegnare a nessuno; al contrario, ho ancora moltissimo da imparare. C’è una cosa però che chiunque dovrebbe sapere: i bambini non chiedono di venire al mondo, siamo noi che in quanto persone responsabili e sufficientemente mature (almeno così si presuppone), dovremmo decidere di far nascere una nuova vita. Purtroppo però la realtà dei fatti è troppo spesso molto diversa…

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