Com’è ormai evidente da molto tempo gli “argomenti” sono usciti dal dibattito politico e culturale Italiano, e anche molti politici locali seguono i grandi maestri nazionali del “fuori tema”.
Lo schema è questo : “ Non rispondere agli argomenti, prima denigra l’avversario, attaccalo personalmente, lancia insinuazioni per screditarlo … e vedrai che non serve più rispondere. L’avversario non merita rispetto”. Alla Rambo !
Questi “Politici” non amano argomentare, discutere, confrontarsi, ma solo AFFERMARE.
Prendiamone atto, hanno idee chiare, perfettamente a loro agio fra il “Capitale” (di Wall Street, che li finanzia) e “Il Principe” (del Macchiavelli, il cui motto era “il fine giustifica i mezzi”).
L’aspetto più pittoresco è che si vantano di essere “concreti e reali”, mentre la loro specialità è quella di agitare “fantasmi e paure” (dal Comunista, all’Islam, al Diverso, e via di questo passo) che sviano solo l’attenzione della gente dai problemi “veri” : il lavoro, il costo della vita, i tempi della sanità, i servizi sociali, il futuro dei propri figli.
Hanno imparato perfettamente la lezione che viene dall’alto, e questa trasmettono. Ormai non distinguono più niente e nessuno. Tanto in TV che sui giornali e sui manifesti locali alcuni “Politici” non hanno nessuna remora a lanciare attacchi personali né ad un avversario politico né ad un semplice elettore : non rispondono a ciò che dici ma in base a chi sei o a che cosa rappresenti (spesso solo nelle loro fantasie).
Guardano da un’altra parte con un sorriso sarcastico e ti invitano allo scontro di chi le spara più grosse… hanno visto troppi film d’azione americani.
Se non hai altrettanta arroganza, ma di quella tosta, meglio lasciar perdere. Sarebbe una rissa assolutamente priva di argomenti. Ben lo sapeva Enzo Biagi, che li intervistava uno per volta e ripeteva le domande finché non riceveva una risposta coerente, foss’anche il nulla (chissà perché dava tanto fastidio …). Loro vogliono solo “finte” interviste, dove non devono rispondere a domande scomode.
Il tacere per paura di fronte alle loro “sparate” rende più debole la ricerca della verità. I giovani NON hanno bisogno di maestri terreni che indichino “la verità” : hanno bisogno di strumenti per cercarla, primi fra tutti l’ascolto, la verifica e il confronto. Hanno bisogno di mezzi critici per difendersi dai condizionamenti.
A scuola i miei vecchi prof di matematica e di italiano mi hanno insegnato :
l’analisi dei dati e delle fonti, prima di parlare ;
l’importanza degli argomenti, a sostegno di ogni tesi si voglia dimostrare ;
e quanto male fa alla comunicazione l’“andare fuori tema”,
ma questi “Politici”, che mirano solo a ZITTIRE LA FORZA DEGLI ARGOMENTI, non conoscano la frase di Voltaire che recita : "Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo" (”Trattato sulla tolleranza”, 1763).
Di questi tempi le voci fuori dal coro sono indispensabili per risvegliare qualche coscienza e sperare in un futuro di confronto e di dialogo, basato sulla “VOLONTÀ DI DISCUTERE DELLE IDEE E DEGLI ARGOMENTI”, e non sul discredito dell’avversario come persona e per le sue convinzioni (politiche, religiose, sessuali o altro).
Come ricordava Mauro Pagani (grande musicista, ex PFM) ad “Anno Zero” del 25 febbraio (vi invito ad ascoltarlo su Google), un tempo la parola “Politico” era una parola nobile, oggi è un insulto. Tutta la nostra società, a partire da una classe politica non rispettabile, sta dando un pessimo esempio. Se vogliamo che i giovani non affondino in questa società in crisi dobbiamo essere credibili, affidabili, onesti e sinceri. E queste qualità non si basano sul pettegolezzo, le dicerie e le insinuazioni. Quelle lasciamole al GRANDE FRATELLO e all’ISOLA DEI FAMOSI. Io ne ho abbastanza di questi esempi. Per fortuna esistono sempre, nella scuola e altrove, degli appassionati, veri “missionari”, che insegnano, “gratis” e ai figli di tutti, sia a pensare che a rispettare gli altri e le loro idee.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento