Probabilmente siamo tutti a conoscenza del gesto del cittadino di Adro (BS) che ha pagato la mensa ai bambini che ne erano stati esclusi. Gesto accompagnato da una lunga lettera. Ne proponiamo alcuni passaggi che crediamo sia importante leggere perché se quello che c'è scritto passasse nella testa di tutti noi, forse farebbe molto bene.
Io non ci sto
Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.
So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. Agli extracomunitari chiedo il rispetto delle nostre leggi, ma lo chiedo con educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.
Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro.
I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente.
Ma dov’è il segretario del partito che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie degli ultimi 10 anni. Non vorrei che il loro tenore di vita venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese.
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi, non hanno il dubbio di essere usati?
Il sonno della ragione genera mostri.
Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando non pagano le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico.
Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo.
Un cittadino di Adro (BS)
Almeno alcune osservazioni all'Amministrazione di Adro (BS), a quella di Verona che lascia a piedi dallo scuolabus gli scolari e alle altre che ormai si copiano come i pappagalli, non si possono negare.
1) Si discolpano, giustificandosi con i “furbi” che potrebbero pagare e non lo fanno. Una scusa debolissima in quanto i Comuni hanno gli strumenti per accertare chi può o meno pagare. Una volta individuati i “furbi”, basta fargli mettere i debiti a ruolo nella cartella delle tasse, che sono obbligati a pagare.
2) Troppo facile farsi prepotenti con i più deboli. Apparenza di furbizia maggiore di quelli che non pagano. Grida pericolose che innescano devianze emotive solamente negative. Hanno l'unico scopo propagandistico di bottega politica solo egoistica, nel totale spregio di qualsiasi conseguenza, anche violentando il pur minimo senso dello Stato che per gli amministratori pubblici dovrebbe essere la stella polare.
domenica 16 maggio 2010
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