La vicenda dei veleni industriali nei siti inquinati e nelle falde nell’Alto mantovano inizia negli anni '70 e '80 con lo sversamento della Flucosit nelle cave (Pirata e La Busa) e con l’inquinamento delle zone a ridosso dell’ex Marchon (ora Huntsman), ex Rapetti, ex Wella di Castiglione e non solo.
All’inizio del 2000 sotto la pressione costante degli ambientalisti e del Comitato per la salvaguardia del territorio e grazie all’interessamento della Provincia nel 2005 sono partite le indagini che hanno dato luogo a 10 siti contaminati: 8 nel comune di Castiglione e 2 in quello di Cavriana e altri se ne potrebbero aggiungere, nel 2007 appaiono i primi risultati , purtroppo sconfortanti.
L’ARPA (Azienda Regionale Per l’Ambiente), per conto della Provincia, comincia a fare il carotaggio nel territorio di Castiglione delle Stiviere e il risultato evidenzia che i limiti degli inquinanti rilevati e cioè benzene, metalli pesanti, solventi aromatici e altri, sono in misura di gran lunga superiore alla norma.
La vicenda dell’inquinamento delle falde, il possibile disastro ambientale e la pubblicazione delle cifre dei malati di tumori (vedi relazione ARPA e ASL del 25/11/09), approdano in Parlamento con una interrogazione al Ministro della salute e dell’ambiente per un approfondimento. Siamo in attesa delle conclusioni del Governo centrale.
Ora, per alcuni siti inquinati si sta procedendo alla bonifica che non si sa, quando finirà, per gli altri deve ancora iniziare. Il territorio del Comune di Medole, trovandosi a sud dei siti inquinati, con le acque di falda che defluiscono verso il basso è fortemente minacciato e questo ci fa pensare a quali e quanti problemi abbiamo avuto e potremo avere.
Allora credo, come cittadino e ancor di più come Consigliere comunale, che sia un nostro diritto sapere se l’acqua delle falde di superficie e dei pozzi che utilizziamo (a scopo alimentare, e/o irriguo o altro) sia buona e sana. Questo ce lo devono dire con le analisi gli enti preposti: Arpa, Asl e Provincia (tutori della salute pubblica) con interventi immediati e necessari per la tutela dell’ambiente (suolo, acqua di falda e aria) e della salute dei cittadini.
Credo che SOTTOVALUTARE il problema possa indurre a comportamenti irresponsabili con grave danno definitivo per la salute di tutti che, sottolineo, è un diritto sancito dalla costituzione (art. 32).
Mi meraviglia che, in tutta questa vicenda, parte dell’opinione pubblica e della politica locale di centro destra non ci abbia messo lo stesso vigore che ci ha messo per contrastare Don Ciotti e l’associazione ”Libera” che si batte per l’assegnazione alle associazioni i beni confiscati alla mafia (….) anziché la vendita.
Dai dati presentati emerge tuttavia che il problema non riguarda le acque di falda profonda (in pratica quella dell’acquedotto che “pesca” oltre i 100 metri di profondità) che risulta sicura, ma interessa le acque della falda sospesa a 20/30 metri sotto il suolo, falda dalla quale attingono i numerosissimi pozzi privati in zona sia per uso familiare che per uso agricolo, artigianale o industriale. Massima attenzione per tutti, dunque.
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