La saggezza non è un prodotto
dell’istruzione ma del tentativo di
acquisirla, che dura tutta la vita.
Albert Einstein
mercoledì 11 luglio 2007
L’AMACA di Michele Serra
Dicevano gli Hippies e altri liberi pensatori, non tanto tempo fa, che l’eros (“make love, nit war”) era la strada maestra della rivoluzione mondiale. La tesi era leggermente monomaniaca. Sta di fatto che, negli ultimi anni, tutte le pulsioni reazionarie, così bene riorganizzate attorno ai fanatismi religiosi e alle varie ortodossie confessionali, convergono nella repressione sessuale. Il caso dell’adolescente americano condannato a dieci anni di galera, in Georgia, per aver fatto sesso orale con una coetanea consenziente è semplicemente mostruoso, e l’America liberal ne sta facendo giustamente uno scandalo nazionale. Insopportabile anche l’aggressione che due Veri Maschi Islamici hanno attuato, a Milano, contro la coraggiosa, civile ragazza marocchina che si batte per i diritti delle donne immigrate, spesso pestate da padri e fratelli perché osano sentirsi padrone di se stesse e del proprio corpo. I codici patriarcali, i richiami all’appartenenza tribale, la Famiglia brandita come una clava, la violenza impaurita e infurentita nel nome del Padre rischiano di diventare (o sono già diventati) la forma corrente del Fascismo Mondiale, siano i giudici cristiani della Georgia o gli Imam fanatici a sferrare il colpo. Alziamo la guardia, e facciamo in fretta, o i nostri figli cresceranno in un mondo molto meno libero del nostro.
200 ANNI FA NASCEVA GARIBALDI EROE – ANTIEROE
Quel Garibaldi aveva due asini
Lui sì un riformista. Lui chi? Ma sì, Garibaldi Peppino! Impetuoso ma realista, perbene e coerente. Arretrava quando i rapporti di forza erano sfavorevoli. Ma non rinunciava a spostarli in avanti, quando le circostanze lo avrebbero consentito. E al “fine” ci lavorava sodo, preparandolo, preparandosi e non mollando mai. Aveva due asini a Caprera, lo sapevate? Uno lo chiamò Napoleone III e l’altro Pio IX. Quasi un “memento” scherzoso di ciò che restava da fare. Ebbe tanti avversari: i clericali, gli ultramoderati, i quietisti di sempre. E purtroppo anche Marx ed Engels, che detestavano lui e Mazzini: “i disgustosi italiani” li chiamavano. Ma si sbagliavano alla grande. Specie su Garibaldi, che come comandante valeva ben di più di Che Guevara. E infatti sostenne anche la Comune di Parigi, combatté contro la Prussica, e fu vero libertario che guardava alle leghe operaie e alle mutue di soccorso. Sì, Garibaldi era già un socialista per Italia. Uno dei nostri. Era persino pacifista, e rifiutava le guerre imperialiste e nazionaliste. Perciò tanto di cappello a quel vecchio mito, nel giorno del suo duecentenario. E altro che sciocchezze alla Galli Della Loggia, sul legame tra Risorgimento democratico, sovversivismo e Br. No, il sovversivo (timorato) resta lui: Galli. Proprio lui, che tempo fa si doleva della nazione italica assente, perché incapace di “essere per la morte” di fronte alla guerra! Eccola invece la lezione di Garibaldi: amare la patria fino al sacrificio di sé. Ma senza turgori irrazionali e retorica reazionaria. Perciò teniamole a mente queste cose, per misurare idee di uomini di ieri e di oggi. E per scegliere bene qual è la nostra Italia.
(Bruno Gravagnuolo – da l’Unità)
Lui sì un riformista. Lui chi? Ma sì, Garibaldi Peppino! Impetuoso ma realista, perbene e coerente. Arretrava quando i rapporti di forza erano sfavorevoli. Ma non rinunciava a spostarli in avanti, quando le circostanze lo avrebbero consentito. E al “fine” ci lavorava sodo, preparandolo, preparandosi e non mollando mai. Aveva due asini a Caprera, lo sapevate? Uno lo chiamò Napoleone III e l’altro Pio IX. Quasi un “memento” scherzoso di ciò che restava da fare. Ebbe tanti avversari: i clericali, gli ultramoderati, i quietisti di sempre. E purtroppo anche Marx ed Engels, che detestavano lui e Mazzini: “i disgustosi italiani” li chiamavano. Ma si sbagliavano alla grande. Specie su Garibaldi, che come comandante valeva ben di più di Che Guevara. E infatti sostenne anche la Comune di Parigi, combatté contro la Prussica, e fu vero libertario che guardava alle leghe operaie e alle mutue di soccorso. Sì, Garibaldi era già un socialista per Italia. Uno dei nostri. Era persino pacifista, e rifiutava le guerre imperialiste e nazionaliste. Perciò tanto di cappello a quel vecchio mito, nel giorno del suo duecentenario. E altro che sciocchezze alla Galli Della Loggia, sul legame tra Risorgimento democratico, sovversivismo e Br. No, il sovversivo (timorato) resta lui: Galli. Proprio lui, che tempo fa si doleva della nazione italica assente, perché incapace di “essere per la morte” di fronte alla guerra! Eccola invece la lezione di Garibaldi: amare la patria fino al sacrificio di sé. Ma senza turgori irrazionali e retorica reazionaria. Perciò teniamole a mente queste cose, per misurare idee di uomini di ieri e di oggi. E per scegliere bene qual è la nostra Italia.
(Bruno Gravagnuolo – da l’Unità)
TIRA UNA BRUTTA ARIA di Carlo Damiani
Qualche mese fa i carabinieri mi avevano consigliato di rivolgermi al vigile, così avevo scoperto che la puzza terribile che periodicamente sentivo, quasi sempre di sera, era quella di certi “fanghi di depurazione” (la cui natura non sembrava essere nota – cosa di per sé un po’ inquietante…) che certe aziende erano autorizzate a disperdere sui propri campi (dietro compenso?).
La settimana scorsa ho trovato in campagna ma quasi a ridosso del paese… una montagna di prodotti del compostaggio provenienti da qualche impianto di raccolta differenziata: la puzza era quella. Si trovava sui campi di un’azienda orticola, pronta per essere mescolata al terreno come normalmente si fa con il letame.
Vi assicuro, amici lettori, che l’odore è il problema minore. Una stima approssimata mi ha permesso di valutare che almeno il 20% di quella “roba” è costituito da vetro, plastica, metalli ed altro che ad occhio nudo non è facile identificare.
1) Come c’è finita quella frazione di strani materiali in mezzo al compost di natura organica? La risposta è semplice: ci sono in giro un sacco di incivili che non hanno ancora capito come è necessario (solo con un po’ di buona volontà) effettuare la raccolta differenziata.
È illuminante al riguardo una visita e un’occhiata nei cassonetti o nei punti di raccolta dei rifiuti vegetali: ci ho trovato un water tempo fa… Potrebbe essere utile pensare a qualche buona soluzione per incoraggiare comportamenti corretti anche in ambito ambientale.
2) E’ necessario che gli organi competenti preposti al controllo e alla tutela della salute pubblica (Arpa, Asl) siano attivissimi con unità operative maggiormente dirette a sopralluoghi e controlli più che alla prassi burocratica.
3) Fino a che punto un agricoltore, un orticoltore può dimenticare che il rispetto per la terra che lavora non è solo una questione filosofica? I dati riguardanti le malattie tumorali indicano fra le categorie a maggior rischio anche chi lavora la terra (poi c’è pure la salute dei consumatori, che non è certo un argomento secondario ma, per ora, lasciamo perdere).
Serve l’attenzione dei cittadini e dell’Amministrazione comunale (che peraltro ha affermato interessamento al problema) per affrontare nel modo giusto la questione ambientale avendo come priorità e prospettiva la qualità della vita di tutti noi e di chi verrà dopo di noi.
(c.d.)
La settimana scorsa ho trovato in campagna ma quasi a ridosso del paese… una montagna di prodotti del compostaggio provenienti da qualche impianto di raccolta differenziata: la puzza era quella. Si trovava sui campi di un’azienda orticola, pronta per essere mescolata al terreno come normalmente si fa con il letame.
Vi assicuro, amici lettori, che l’odore è il problema minore. Una stima approssimata mi ha permesso di valutare che almeno il 20% di quella “roba” è costituito da vetro, plastica, metalli ed altro che ad occhio nudo non è facile identificare.
1) Come c’è finita quella frazione di strani materiali in mezzo al compost di natura organica? La risposta è semplice: ci sono in giro un sacco di incivili che non hanno ancora capito come è necessario (solo con un po’ di buona volontà) effettuare la raccolta differenziata.
È illuminante al riguardo una visita e un’occhiata nei cassonetti o nei punti di raccolta dei rifiuti vegetali: ci ho trovato un water tempo fa… Potrebbe essere utile pensare a qualche buona soluzione per incoraggiare comportamenti corretti anche in ambito ambientale.
2) E’ necessario che gli organi competenti preposti al controllo e alla tutela della salute pubblica (Arpa, Asl) siano attivissimi con unità operative maggiormente dirette a sopralluoghi e controlli più che alla prassi burocratica.
3) Fino a che punto un agricoltore, un orticoltore può dimenticare che il rispetto per la terra che lavora non è solo una questione filosofica? I dati riguardanti le malattie tumorali indicano fra le categorie a maggior rischio anche chi lavora la terra (poi c’è pure la salute dei consumatori, che non è certo un argomento secondario ma, per ora, lasciamo perdere).
Serve l’attenzione dei cittadini e dell’Amministrazione comunale (che peraltro ha affermato interessamento al problema) per affrontare nel modo giusto la questione ambientale avendo come priorità e prospettiva la qualità della vita di tutti noi e di chi verrà dopo di noi.
(c.d.)
L’ISOLA ECOLOGICA di Samuele Begni
Illustre esclusa dalla vita pubblica dei Medolesi, l’isola ecologica intraprende la sua azione di protesta aprendo filiali e succursali in rioni, frazioni ed aree verdi del territorio comunale riaffermando, sia pure per mano del cittadino incivile, la propria utilità al servizio della Comunità medolese, invocando il suo diritto di esistere in luogo degno, dove riaccorpare le nuove ed emergenti minidiscariche. Nell’attesa di riscontro positivo dai suoi concittadini, l’isola ecologica sentitamente ringrazia.
SAM
SAM
DENTRO LA NOTIZIA di Franca Caiola
La libertà d’informazione è uno dei principali indicatori del grado di democrazia di un Paese.
L’informazione oggi è abbondante e molto rapida: non conta tanto la profondità, ma piuttosto la velocità, arrivare prima degli altri e soprattutto catturare l’attenzione del lettore, magari con titoli “ad effetto”. Sono pochi i giornali (per non parlare di radio e tv) che cercano di approfondire l'argomento e dare spazio alla riflessione, per cui le persone ricevono sì molte informazioni, ma in modo superficiale che, spesso, travisa il vero significato e il senso di ciò che accade. Inoltre, gli organi di informazione vengono spesso usati a sostegno degli interessi di alcuni gruppi di persone che hanno il potere in quel momento o che hanno più risorse economiche a tutto discapito dell’obiettività e della fondatezza dell’informazione stessa. Diventa perciò determinante l’approccio che si ha nei confronti delle informazioni che ci vengono proposte. Credo che la cosa più importante sia leggere, ascoltare e poi cercare di approfondire in proprio per capire.
Parliamo di Medole e facciamo un esempio.
Se io leggo o sento dall’informazione locale che l’Amministrazione comunale sta pensando di costruire un nuovo Asilo nido motivando la cosa con dichiarazioni del tipo: “mancanza di notizie relativamente a questo progetto da parte di un altro Ente (nel nostro caso, la Fondazione Isabella Arrighi)”, allora penso – beh, hanno ragione, l’asilo nido è una necessità, se non sono sicuri che qualcun altro lo sta costruendo, è giusto che ci pensino loro! – Però poi, interessandomi un po’ di più, scopro che il Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione è anche Consigliere comunale; allora c’è qualcosa che non torna: come può una persona non avere informazioni da se stesso? Indagando ancora un po’ scopro che il Consiglio della Fondazione è costituito, oltre al Vicepresidente, da tre donne assolutamente decise a portare avanti il progetto “Asilo nido” (ed in effetti i lavori di ristrutturazione dello stabile destinato a questo scopo sono sotto gli occhi di tutti). Non si vogliono qui trarre conclusioni affrettate, ma un dubbio sorge spontaneo: non sarà, per caso, la “mancanza di notizie” un pretesto utilizzato per non sostenere la Fondazione nella realizzazione dell’asilo per qualche strano e “incomprensibile” motivo o pregiudizio?
Quello che è certo è che l’Amministrazione comunale non dovrebbe perdere di vista l’interesse della collettività scaricando totalmente l’onere di un servizio importantissimo come è l’Asilo nido ad un Ente che, al contrario, nella persona della sua agguerrita Presidente e di altre due donne eccezionalmente determinate, non si fa fuorviare da ragioni e interessi politici, e si sta battendo coraggiosamente per fornire alle famiglie un aiuto vero e concreto. Una maggior collaborazione in questo senso da parte dell’Amministrazione comunale potrebbe evitare incomprensioni e sperpero di denaro pubblico.
Non succede solo nell’informazione, purtroppo la superficialità e la visibilità hanno spesso il sopravvento anche nelle nostre valutazioni sull’operato di chi ci governa, a discapito della bontà e della necessità delle opere realizzate. Sarebbe utile, invece, non fermarsi all’apparenza, ma sviluppare una mente critica, capace di cogliere la sostanza delle cose. Dovremmo cominciare a chiederci – bello questo, ma ci serve davvero? O non sarebbe invece stato meglio utilizzare le risorse per qualcosa di più utile alla comunità?
(f.c.)
L’informazione oggi è abbondante e molto rapida: non conta tanto la profondità, ma piuttosto la velocità, arrivare prima degli altri e soprattutto catturare l’attenzione del lettore, magari con titoli “ad effetto”. Sono pochi i giornali (per non parlare di radio e tv) che cercano di approfondire l'argomento e dare spazio alla riflessione, per cui le persone ricevono sì molte informazioni, ma in modo superficiale che, spesso, travisa il vero significato e il senso di ciò che accade. Inoltre, gli organi di informazione vengono spesso usati a sostegno degli interessi di alcuni gruppi di persone che hanno il potere in quel momento o che hanno più risorse economiche a tutto discapito dell’obiettività e della fondatezza dell’informazione stessa. Diventa perciò determinante l’approccio che si ha nei confronti delle informazioni che ci vengono proposte. Credo che la cosa più importante sia leggere, ascoltare e poi cercare di approfondire in proprio per capire.
Parliamo di Medole e facciamo un esempio.
Se io leggo o sento dall’informazione locale che l’Amministrazione comunale sta pensando di costruire un nuovo Asilo nido motivando la cosa con dichiarazioni del tipo: “mancanza di notizie relativamente a questo progetto da parte di un altro Ente (nel nostro caso, la Fondazione Isabella Arrighi)”, allora penso – beh, hanno ragione, l’asilo nido è una necessità, se non sono sicuri che qualcun altro lo sta costruendo, è giusto che ci pensino loro! – Però poi, interessandomi un po’ di più, scopro che il Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione è anche Consigliere comunale; allora c’è qualcosa che non torna: come può una persona non avere informazioni da se stesso? Indagando ancora un po’ scopro che il Consiglio della Fondazione è costituito, oltre al Vicepresidente, da tre donne assolutamente decise a portare avanti il progetto “Asilo nido” (ed in effetti i lavori di ristrutturazione dello stabile destinato a questo scopo sono sotto gli occhi di tutti). Non si vogliono qui trarre conclusioni affrettate, ma un dubbio sorge spontaneo: non sarà, per caso, la “mancanza di notizie” un pretesto utilizzato per non sostenere la Fondazione nella realizzazione dell’asilo per qualche strano e “incomprensibile” motivo o pregiudizio?
Quello che è certo è che l’Amministrazione comunale non dovrebbe perdere di vista l’interesse della collettività scaricando totalmente l’onere di un servizio importantissimo come è l’Asilo nido ad un Ente che, al contrario, nella persona della sua agguerrita Presidente e di altre due donne eccezionalmente determinate, non si fa fuorviare da ragioni e interessi politici, e si sta battendo coraggiosamente per fornire alle famiglie un aiuto vero e concreto. Una maggior collaborazione in questo senso da parte dell’Amministrazione comunale potrebbe evitare incomprensioni e sperpero di denaro pubblico.
Non succede solo nell’informazione, purtroppo la superficialità e la visibilità hanno spesso il sopravvento anche nelle nostre valutazioni sull’operato di chi ci governa, a discapito della bontà e della necessità delle opere realizzate. Sarebbe utile, invece, non fermarsi all’apparenza, ma sviluppare una mente critica, capace di cogliere la sostanza delle cose. Dovremmo cominciare a chiederci – bello questo, ma ci serve davvero? O non sarebbe invece stato meglio utilizzare le risorse per qualcosa di più utile alla comunità?
(f.c.)
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