La libertà d’informazione è uno dei principali indicatori del grado di democrazia di un Paese.
L’informazione oggi è abbondante e molto rapida: non conta tanto la profondità, ma piuttosto la velocità, arrivare prima degli altri e soprattutto catturare l’attenzione del lettore, magari con titoli “ad effetto”. Sono pochi i giornali (per non parlare di radio e tv) che cercano di approfondire l'argomento e dare spazio alla riflessione, per cui le persone ricevono sì molte informazioni, ma in modo superficiale che, spesso, travisa il vero significato e il senso di ciò che accade. Inoltre, gli organi di informazione vengono spesso usati a sostegno degli interessi di alcuni gruppi di persone che hanno il potere in quel momento o che hanno più risorse economiche a tutto discapito dell’obiettività e della fondatezza dell’informazione stessa. Diventa perciò determinante l’approccio che si ha nei confronti delle informazioni che ci vengono proposte. Credo che la cosa più importante sia leggere, ascoltare e poi cercare di approfondire in proprio per capire.
Parliamo di Medole e facciamo un esempio.
Se io leggo o sento dall’informazione locale che l’Amministrazione comunale sta pensando di costruire un nuovo Asilo nido motivando la cosa con dichiarazioni del tipo: “mancanza di notizie relativamente a questo progetto da parte di un altro Ente (nel nostro caso, la Fondazione Isabella Arrighi)”, allora penso – beh, hanno ragione, l’asilo nido è una necessità, se non sono sicuri che qualcun altro lo sta costruendo, è giusto che ci pensino loro! – Però poi, interessandomi un po’ di più, scopro che il Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione è anche Consigliere comunale; allora c’è qualcosa che non torna: come può una persona non avere informazioni da se stesso? Indagando ancora un po’ scopro che il Consiglio della Fondazione è costituito, oltre al Vicepresidente, da tre donne assolutamente decise a portare avanti il progetto “Asilo nido” (ed in effetti i lavori di ristrutturazione dello stabile destinato a questo scopo sono sotto gli occhi di tutti). Non si vogliono qui trarre conclusioni affrettate, ma un dubbio sorge spontaneo: non sarà, per caso, la “mancanza di notizie” un pretesto utilizzato per non sostenere la Fondazione nella realizzazione dell’asilo per qualche strano e “incomprensibile” motivo o pregiudizio?
Quello che è certo è che l’Amministrazione comunale non dovrebbe perdere di vista l’interesse della collettività scaricando totalmente l’onere di un servizio importantissimo come è l’Asilo nido ad un Ente che, al contrario, nella persona della sua agguerrita Presidente e di altre due donne eccezionalmente determinate, non si fa fuorviare da ragioni e interessi politici, e si sta battendo coraggiosamente per fornire alle famiglie un aiuto vero e concreto. Una maggior collaborazione in questo senso da parte dell’Amministrazione comunale potrebbe evitare incomprensioni e sperpero di denaro pubblico.
Non succede solo nell’informazione, purtroppo la superficialità e la visibilità hanno spesso il sopravvento anche nelle nostre valutazioni sull’operato di chi ci governa, a discapito della bontà e della necessità delle opere realizzate. Sarebbe utile, invece, non fermarsi all’apparenza, ma sviluppare una mente critica, capace di cogliere la sostanza delle cose. Dovremmo cominciare a chiederci – bello questo, ma ci serve davvero? O non sarebbe invece stato meglio utilizzare le risorse per qualcosa di più utile alla comunità?
(f.c.)
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