mercoledì 11 luglio 2007

200 ANNI FA NASCEVA GARIBALDI EROE – ANTIEROE

Quel Garibaldi aveva due asini

Lui sì un riformista. Lui chi? Ma sì, Garibaldi Peppino! Impetuoso ma realista, perbene e coerente. Arretrava quando i rapporti di forza erano sfavorevoli. Ma non rinunciava a spostarli in avanti, quando le circostanze lo avrebbero consentito. E al “fine” ci lavorava sodo, preparandolo, preparandosi e non mollando mai. Aveva due asini a Caprera, lo sapevate? Uno lo chiamò Napoleone III e l’altro Pio IX. Quasi un “memento” scherzoso di ciò che restava da fare. Ebbe tanti avversari: i clericali, gli ultramoderati, i quietisti di sempre. E purtroppo anche Marx ed Engels, che detestavano lui e Mazzini: “i disgustosi italiani” li chiamavano. Ma si sbagliavano alla grande. Specie su Garibaldi, che come comandante valeva ben di più di Che Guevara. E infatti sostenne anche la Comune di Parigi, combatté contro la Prussica, e fu vero libertario che guardava alle leghe operaie e alle mutue di soccorso. Sì, Garibaldi era già un socialista per Italia. Uno dei nostri. Era persino pacifista, e rifiutava le guerre imperialiste e nazionaliste. Perciò tanto di cappello a quel vecchio mito, nel giorno del suo duecentenario. E altro che sciocchezze alla Galli Della Loggia, sul legame tra Risorgimento democratico, sovversivismo e Br. No, il sovversivo (timorato) resta lui: Galli. Proprio lui, che tempo fa si doleva della nazione italica assente, perché incapace di “essere per la morte” di fronte alla guerra! Eccola invece la lezione di Garibaldi: amare la patria fino al sacrificio di sé. Ma senza turgori irrazionali e retorica reazionaria. Perciò teniamole a mente queste cose, per misurare idee di uomini di ieri e di oggi. E per scegliere bene qual è la nostra Italia.
(Bruno Gravagnuolo – da l’Unità)

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