Qualche mese fa i carabinieri mi avevano consigliato di rivolgermi al vigile, così avevo scoperto che la puzza terribile che periodicamente sentivo, quasi sempre di sera, era quella di certi “fanghi di depurazione” (la cui natura non sembrava essere nota – cosa di per sé un po’ inquietante…) che certe aziende erano autorizzate a disperdere sui propri campi (dietro compenso?).
La settimana scorsa ho trovato in campagna ma quasi a ridosso del paese… una montagna di prodotti del compostaggio provenienti da qualche impianto di raccolta differenziata: la puzza era quella. Si trovava sui campi di un’azienda orticola, pronta per essere mescolata al terreno come normalmente si fa con il letame.
Vi assicuro, amici lettori, che l’odore è il problema minore. Una stima approssimata mi ha permesso di valutare che almeno il 20% di quella “roba” è costituito da vetro, plastica, metalli ed altro che ad occhio nudo non è facile identificare.
1) Come c’è finita quella frazione di strani materiali in mezzo al compost di natura organica? La risposta è semplice: ci sono in giro un sacco di incivili che non hanno ancora capito come è necessario (solo con un po’ di buona volontà) effettuare la raccolta differenziata.
È illuminante al riguardo una visita e un’occhiata nei cassonetti o nei punti di raccolta dei rifiuti vegetali: ci ho trovato un water tempo fa… Potrebbe essere utile pensare a qualche buona soluzione per incoraggiare comportamenti corretti anche in ambito ambientale.
2) E’ necessario che gli organi competenti preposti al controllo e alla tutela della salute pubblica (Arpa, Asl) siano attivissimi con unità operative maggiormente dirette a sopralluoghi e controlli più che alla prassi burocratica.
3) Fino a che punto un agricoltore, un orticoltore può dimenticare che il rispetto per la terra che lavora non è solo una questione filosofica? I dati riguardanti le malattie tumorali indicano fra le categorie a maggior rischio anche chi lavora la terra (poi c’è pure la salute dei consumatori, che non è certo un argomento secondario ma, per ora, lasciamo perdere).
Serve l’attenzione dei cittadini e dell’Amministrazione comunale (che peraltro ha affermato interessamento al problema) per affrontare nel modo giusto la questione ambientale avendo come priorità e prospettiva la qualità della vita di tutti noi e di chi verrà dopo di noi.
(c.d.)
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