La parola d'ordine è (o è meglio dire era?) “crescita”, mito inseguito da tutte le forze politiche, di destra o di sinistra: “L'economia deve crescere, solo se sale il Pil si possono risanare i conti pubblici, ridurre le tasse, aumentare i redditi, rilanciare l'occupazione”.
Ma in questo meccanismo qualcosa si è inceppato e il sistema è entrato in crisi facendo crollare il castello di carta finanziario con le disastrose conseguenze che si stanno manifestando in tutto il mondo.
A tutto ciò ha portato la pratica del libero mercato in finanza dove, di fatto, manca qualsiasi forma di controllo, dato che i controllori sono gli stessi che dovrebbero essere controllati. Come se non bastasse, da noi, si aggiunge il fatto che si introducono o si tenta di introdurre leggi per le quali i reati finanziari non sono puniti, vedi la depenalizzazione del falso in bilancio, l'impunità dei manager, il divieto delle intercettazioni.
Il dissesto ha avuto inizio negli Stati Uniti, dove i mutui subprime (quelli concessi con troppa facilità e senza garanzie) sono stati trasformati in prodotti finanziari illusori (i cosiddetti derivati) e rivenduti ad altre banche o a privati. Quando i debitori non sono più stati in grado di pagare, questi prodotti sono diventati spazzatura, portando al fallimento di colossi bancari. e richiedendo l'intervento dello Stato, già fortemente indebitato a causa della disastrosa amministrazione di Bush, uno “statista” che, come dice Berlusconi, passerà alla storia... sì ma come la persona più incapace di governare un grande paese come l'America! La sua politica ha ingannato il mondo intero per giustificare azioni devastanti e guerre preventive costate migliaia di vite umane e che hanno ingigantito il debito pubblico degli Stati Uniti. Chi si era dichiarato contrario a questa politica, al tempo, era stato accusato di “antiamericanismo”; ora scopriamo che il vero antiamericano, invece, era proprio Bush.
Ma veniamo a noi. Ci assicurano che le banche italiane sono solide: può essere vero, ma nel loro attivo hanno gli stessi titoli che hanno mandato in crisi il sistema americano quindi, per solide che siano, sono esposte anch'esse agli stessi rischi; il pericolo esiste, non può essere sottovalutato.
I nostri governanti ci invitano a stare tranquilli: - «non vendete le azioni, il risparmio lo garantisco io» - più che una rassicurazione sembra un'ammissione di difficoltà, la paura di perdere consenso, soprattutto di fronte a una recessione che si preannuncia lunga e dolorosa. Quando Berlusconi dice che gli italiani non perderanno neppure un euro, non spiega che gli stessi italiani si indebiteranno di decine di miliardi di euro per salvare le banche. Insomma, io capisco l'importanza di non lasciarsi prendere dal panico per non peggiorare la situazione, ma qualcuno che ci guadagna in questa “finanza creativa” che ha per finalità di fare soldi sulla pelle degli altri c'è stato e c'è tuttora. Perché dobbiamo sempre essere noi cittadini a pagare per gli “errori”, compiuti (in realtà in assoluta e consapevole malafede) dai “furbetti”, come è già accaduto, da Cirio a Parmalat, ad Alitalia ed ora a questo pericolo incombente sull'economia?
Mi pongo una semplice domanda. Se un ragazzo di colore viene ammazzato di botte per aver rubato un pacchetto di biscotti e la sentenza dice che non si tratta di razzismo ma di una semplice anche se condannabile reazione emotiva, quale dovrebbe essere la nostra reazione emotiva nei confronti di questi rispettabili signori che ci hanno rubato i risparmi e ci stanno portando verso una tremenda crisi per la quale rischieremo di perdere anche il lavoro? Da noi si pretende senso di responsabilità, mentre i colpevoli rimangono perennemente impuniti e, anzi, favoriti da certe politiche di governo.
E coloro che, in Italia, sono sempre stati ostili all'Europa? Chissà se si rendono finalmente conto che se abbiamo qualche possibilità di uscire da questa crisi e salvare la nostra economia è solo ed esclusivamente grazie alla forza ed ai massicci interventi dell'Unione europea? Che ne sarebbe ora della nostra “liretta” se in quegli anni avessimo avuto questi detrattori dell'Europa al Governo anziché la sicurezza e la caparbietà di Prodi e del Presidente Ciampi?
La realtà dimostra come certa politica manipoli continuamente l'opinione pubblica indirizzandola verso paure create ad arte, per distogliere l'attenzione dai veri pericoli che ci minacciano: crisi economica, aumento delle disuguaglianze sociali, devastazioni e inquinamento ambientali, cambiamenti climatici; a questo proposito, ritengo molto grave la decisione del nostro governo di bocciare il pacchetto clima: non vogliono neppure permetterci di tentare di salvare l'ambiente, l'unica ricchezza su cui possiamo ancora contare.
Un altro punto che vorrei toccare è la cosiddetta riforma della scuola: si rimette il grembiulino per eliminare le differenze tra i bambini; ed infatti, a conferma di questa intenzione, viene presentata subito dopo la proposta delle classi differenziate per i bambini stranieri con la motivazione che se non sanno la lingua non possono apprendere. Penso che non serva isolarli per insegnare loro la lingua italiana: sarebbe, credo, molto più utile potenziare i corsi di alfabetizzazione che già esistono, e lasciarli interagire con i bambini italiani che, a loro volta, vengono così educati ai valori importantissimi dell'accoglienza e dell'integrazione. Il grembiulino, i voti al posto dei giudizi, il maestro unico sanno di romantico ritorno al nostro passato, del tutto inadeguato rispetto alle problematiche attuali; è solamente fumo negli occhi che nasconde il vero scopo di questa “riforma”: tagliare ulteriormente i finanziamenti alla scuola pubblica, che avrà tra l'altro come conseguenza la chiusura di molte scuole nei piccoli centri. Mentre, invece, aumentano i finanziamenti alle scuole private: allora l'istruzione tornerà ad essere un privilegio solo per pochi?
"Tutto va bene madama la marchesa!" era una vecchia canzone nella quale un maggiordomo, nell'annunciare una serie di disastri alla propria padrona, concludeva asserendo che, nonostante tutto, le cose andavano molto bene; questo detto si adatta a certi personaggi pubblici che, nonostante una evidente realtà negativa, ostentano ottimismo e grandi risultati mentre la barca sta affondando. Però sulla barca ci siamo anche noi e questi signori hanno approfittato della nostra “distrazione“ e lo faranno ancora finché noi li lasceremo fare per poter stare tranquilli ad occuparci del nostro piccolo mondo. Vittorio Foa, recentemente scomparso, ci ha lasciato un prezioso insegnamento: “Pensare agli altri oltre che a se stessi, al futuro oltre che al presente”
Concludo con un augurio. Il popolo americano, scegliendo Obama, ha avuto il coraggio e l'intelligenza di cambiare, dando vita ad una speranza che, partendo dall'America, potrebbe poi propagarsi al mondo intero. Un meticcio eletto al vertice della maggior nazione occidentale è una scelta di umanità e di progresso, rappresenta il simbolo del superamento dei pregiudizi razziali, nella prospettiva di un futuro di amicizia, di opportunità e di solidarietà.
Auspico che questo sia accolto come messaggio positivo anche da noi, in contrasto alla cultura della paura delle diversità propagandata da movimenti che della difesa della razza e dell'identità nazionale hanno fatto la propria bandiera ideologica.
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