Il modo con cui il governo ha finto di risolvere i primi problemi, l'emergenza rifiuti e il caso Alitalia lascia pochissime speranze sul futuro del Paese. Silvio Berlusconi ha preso per i fondelli gli italiani con successo e senza alcuna seria opposizione.
A Napoli e in Campania i rifiuti non sono “spariti” ma sono stati nascosti sotto il tappeto. Le testimonianze dei cittadini campani inviate ai blog o ai giornali, sono migliaia. In compenso il governo ha fatto sparire le tv, gli inviati dei media, perfino i contestatori. E, naturalmente, le loro colpe.
Berlusconi ha stabilito che Antonio Bassolino e la Impregilo sono innocenti. La camorra, si sa, non esiste. Bassolino è tanto grato a Berlusconi che ormai sembra l'imitazione di Bondi. E i contestatori, le manifestazioni di massa che per un anno hanno contrastato qualsiasi decisione del governo di centrosinistra? Spariti. Chissà, forse erano davvero organizzate dalla camorra, come sostenevano le questure. In luglio, a manifestare contro l'inceneritore di Acerra c'erano quattro gatti, capeggiati da Alex Zanotelli.
Non fosse per una lettera di Zanotelli, il problema rifiuti sarebbe sparito anche dal mitico blog di Grillo. Per un anno e mezzo, la durata esatta del governo Prodi, il blog del nostro Savonarola ha martellato sui rifiuti ogni giorno. Da quattro mesi, neppure una parola.
Il caso Alitalia è una truffa quasi più spettacolare. In campagna elettorale la singolare alleanza fra Berlusconi e i sindacati ha fatto fallire l'accordo con Air France. Gli argomenti: lo Stato guadagnava troppo poco dalla vendita; duemila licenziamenti (in gran parte prepensionamenti) erano intollerabili; altrettanto inaccettabile era il ridimensionamento di Malpensa. Ora il governo presenta il nuovo piano. Prevede la fusione fra le indebitatissime Alitalia e AirOne, ma col trucco della divisione in due compagnie, una “buona” e una “cattiva”. La buona verrà regalata a una cordata guidata dal bipartisan Roberto Colaninno. La cattiva se l'accollerà lo Stato, che, invece di guadagnarci poco, ci rimetterà moltissimo. I licenziamenti passano da duemila a settemila. Malpensa verrà ridimensionata. E i sindacati? Storcono la bocca, ma non minacciano più scioperi, come ai tempi di Prodi. I consensi di Berlusconi crescono nei sondaggi. Il Paese corre verso la catastrofe, finalmente con una maggioranza solidissima. La voteranno in massa anche alle prossime elezioni in primavera, magari turandosi il naso.
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