mercoledì 17 dicembre 2008

L’ECONOMIA LIBERISTA di Ottavio Bottoglia

Dai giornali e dalla televisione ci sentiamo dire che la nostra economia è in crisi e che la situazione è grave.
Ho cercato di capire il perché e mi son fatto una mia opinione sull’argomento.
L’economia è un mastodontico macchinario formato da tanti meccanismi complessi ed il tutto è azionato da un unico grande motore.
Il motore che muove l’economia è formato dall’insieme dei consumatori che, quando vanno a comprare prodotti per soddisfare i loro bisogni, fanno girare l’economia e più sono i bisogni che i consumatori riescono a soddisfare e più alto è il numero di giri a cui gira l’economia.
È risaputo che la stragrande maggioranza dei consumatori è costituita da dipendenti e da pensionati; quindi possiamo dire che il motore dell’economia è costituito da dipendenti e pensionati.
Come tutti i motori, ha bisogno di carburante e lubrificante per poter funzionare al meglio. Nel nostro caso il carburante è rappresentato dalle buste paga, dalle pensioni e dal loro potere d’acquisto ed il lubrificante è rappresentato dagli ammortizzatori sociali e dalla sicurezza di avere sempre un lavoro che permetta di vivere dignitosamente.
Se l’economia viaggia a regime ridotto e se ne teme il blocco, significa che carburante e lubrificante scarseggiano e si teme vengano a mancare del tutto.
Ai posti di manovra ad azionare i comandi di questo grande macchinario dell’economia ci sono i grandi finanzieri con i grandi manager delle multinazionali, la cui filosofia è quella liberista, vale a dire di ottenere il massimo guadagno con la minima spesa, senza essere limitati da regole socialmente etiche.
I signori liberisti per guadagnare di più, negli ultimi sedici anni hanno aumentato pian piano i prezzi, tenendo pressoché inalterati stipendi e pensioni, diminuendo del 60% il potere d’acquisto e sottraendo carburante e lubrificante al motore dell’economia.
Nella loro bramosia di guadagno hanno dimenticato che tutti coloro che partecipano al processo dell’economia aspirano ad ottenere miglioramento e benessere e che loro non hanno diritto di appropriarsi di tutto senza remunerare giustamente chi ha contribuito prima a produrre le merci e poi ad acquistarle.
A questo punto sarebbe giusto che siano proprio i liberisti, dopo aver accumulato enormi guadagni, spolpandoci fino all’osso, a tirar fuori i soldi indebitamente sottratti ed usarli per aumentare paghe e pensioni, rimettendo in moto l’economia.
Ma questi signori liberisti sono fra i più ricchi del mondo e fanno parte dei cosiddetti POTERI FORTI che con i loro immensi capitali riescono a condizionare tutti i governi del mondo.
I cosiddetti POTERI FORTI hanno approfittato del fallimento di una banca americana per scaricarle la colpa della situazione di crisi da loro stessi creata, chiedendo ai governi di aiutarli a rianimare l’economia.
Tutti i politicanti (sovente manovrati dai potenti) sono d’accordo che i governi investano enormi capitali in grandi lavori per aiutare le grandi imprese e concedere qualche briciola anche ai poveri.
Questi aiuti che verranno elargiti dai governi sono il frutto dei soldi delle tasse che gli onesti cittadini hanno pagato e che quindi verranno vessati per la seconda volta.
Che fare? Non si può fare niente! “Loro” sono troppo potenti e “noi” troppo deboli.

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