mercoledì 17 dicembre 2008

INVESTIRE NEL SOLE.. E NEI CERVELLI di Carlo Damiani

Di questi tempi credo sia abbastanza difficile avere delle certezze. Io ho cominciato a perdere le mie circa 20 anni fa quando, alla caduta del Muro di Berlino, con la scoperta delle nefandezze legate ai regimi “comunisti”, ho capito che avere diviso il mondo in buoni e cattivi, bianco e nero, era stato un tragico errore.
Gli eventi che si sono succeduti e le parole d’ordine che hanno cominciato a circolare in quegli anni hanno suggerito a più di uno nuove illusioni, speranze e saldi riferimenti cui aggrapparsi nel tentativo di guardare avanti. La globalizzazione avrebbe portato sviluppo e benessere ovunque, il libero mercato avrebbe saputo indicare nuovi “bisogni” e, soprattutto, avrebbe saputo soddisfarli. L’economia e la finanza sembravano mosse da una forza vitale indomabile capace di produrre ricchezza dal nulla…
Oggi, amaramente, è necessario ammettere che quella fiducia era stata mal riposta. Le Borse di tutto il mondo sono in preda a crisi isteriche. Le istituzioni monetarie, Banche Centrali, ministri dell’economia dei paesi ricchi, alternano comunicati rassicuranti a dichiarazioni inquietanti che lasciano trasparire un grave imbarazzo: non deve essere facile spiegare perché le cose non vanno bene e che non si sa quali pesci pigliare…
Certezze, come dicevo, non ce ne sono! Ci ingannano coloro che ostentano sicurezza ed indicano la strada da seguire…non sanno neppure spiegare perché hanno sbagliato la previsione precedente!
E tuttavia se allarghiamo l’orizzonte è necessario ammettere che l’Economia è sì un problema…non certo l’unico: analizzare la realtà come se fosse unidimensionale offre una visione distorta del mondo.
Ora che ci penso una certezza ce l’ho. La vita sul nostro pianeta non è regolata dalle leggi dell’Economia, dai tassi di sconto, dal costo del denaro…è regolata dalle leggi della Natura! Su questo pianeta l’homo sapiens ha assunto il ruolo di attore protagonista dimenticandosi del regista e, credo, alterando la trama del film…Quando alcune settimane fa il Governo Italiano si è fatto portavoce delle istanze di quei paesi dell’Unione Europea (pochi per la verità e, per fortuna, di scarso peso politico) che ritengono troppo pesanti e d’intralcio le misure (già sottoscritte) per la riduzione delle emissioni di CO2, per il risparmio energetico ed il sostegno delle energie alternative, mi sono sentito male. D’altra parte poco prima Silvio Berlusconi (salvo smentite alle quali siamo da tempo abituati) aveva annoverato Gorge W. Bush fra i più grandi presidenti della storia americana…Bush è stato il più feroce oppositore del protocollo di Kioto: “chiedere agli americani di tirare la cinghia? Di smetterla di sprecare fiumi di petrolio per mantenere uno stile di vita demenziale alla faccia di chi non può mettere insieme il pranzo con la cena? Aaah no piuttosto scateno una guerra per il controllo delle riserve petrolifere del medio oriente…”
Insomma siamo leader anche noi!...Ma i leader si riconoscono per la capacità di coniugare coraggio e creatività, determinazione e fantasia, cuore ed intelligenza. E pensare che le energie alternative, le reti di comunicazione, i trasporti e l’edilizia ad alta efficienza sono il terreno (forse non l’unico) sul quale si gioca la scommessa per la prosperità e la sopravvivenza del Vecchio Continente sempre più insidiato dalle nuove rampanti economie asiatiche. Le soluzioni prospettate per tutelare e perpetuare lo status quo senza l’introduzione di fattori di rinnovamento che abbiano individuato una prospettiva di sviluppo, hanno il fiato corto e sono perdenti: bisogna saper cogliere il momento, bisogna saper trasformare le proprie debolezze in opportunità…
E a questo proposito il nucleare. Anche sul nucleare non ho certezze! Sono stato un tenace oppositore prima e dopo i l 26 aprile 1986…Oggi credo che sul piatto della bilancia vadano messi altri argomenti a favore e contro. Non mi sembra il caso di aprire qui la discussione, ma ancora una volta devo segnalare la “rigidità” del governo italiano che, per voce del ministro Scajola, qualche tempo fa ha semplicemente dichiarato che l’Italia tornerà al nucleare…
Da 20 anni siamo fuori, giusto o sbagliato sia stato, abbiamo perso il treno: non abbiamo più investito nella ricerca e l’industria si è indirizzata altrove. Proprio per questo, anziché rincorrere affannosamente gli altri potremmo tracciare una strada nuova, essere capofila di quel gruppo di nazioni che, non avendo altra risorsa, investe nel sole, nel vento, nel mare e nei “cervelli”!...

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