Chi di noi non è mai rimasto a bocca aperta nell'assistere ad un prestigiatore che faceva scomparire una pallina?
Certo, la “magia” della sparizione ci colpisce più da bimbi, ma non smette di affascinarci anche da adulti e le storie d’avventura offrono esempi mirabili di tesori scomparsi e di uomini invisibili.
Molto vicino al concetto di scomparsa c'è quello di semplificazione; cosa è, infatti, la semplificazione se non la scomparsa di tutto ciò che non è indispensabile? In questo senso le arti visive ci hanno regalato degli autentici balzi, passando all'arte figurativa che riproduceva la realtà ad una progressiva semplificazione di forme fino a portare le opere a puri cromatismi in una fantastica ricerca estetica.
Nella vita di ogni giorno, assediati dalla burocrazia pensiamo alla semplificazione come ad un miraggio; ci piace così tanto che di recente abbiamo persino nominato un Ministro per la semplificazione, al quale auguro molta fortuna.
Ma sto divagando, volevo solo dimostrare quanto l'uomo è attratto dalla semplificazione.
C'è, però, una semplificazione che ci dovrebbe preoccupare, quella che porta indietro l'orologio delle conquiste civili dell'uomo.
E' il caso di alcune multinazionali che nella corsa al profitto e spinte da una competizione esasperata, stanno semplificando la loro struttura, liberandosi delle fabbriche, spostando la produzione verso altre zone del mondo. Luoghi dove i diritti dei lavoratori, anche quelli elementari, non sono rispettati. Gli effetti di questo alleggerimento si fanno sentire prima nei paesi occidentali dove cresce la disoccupazione ma ancora di più si fanno sentire sulla pelle dei lavoratori di quei paesi dove le condizioni di lavoro si avvicinano alla semischiavitù.
Certo questo nuovo colonialismo è molto redditizio. Le aziende che si insediano nei paesi “sottosviluppati” producono a costi bassi ma poi vendono questi prodotti nei paesi “avanzati” a prezzi da paesi “avanzati” con doppio profitto. Se poi qualcuno si indigna e accusa queste grandi imprese di sfruttamento, quelle si difendono dicendo di non poter interferire nella conduzione di aziende a cui appaltano la produzione. Dal punto di vista etico la difesa non regge, ma sul piano giuridico (ed economico) tutto fila liscio.
Quale piccola reazione del cittadino comune, sarei tentato di suggerire il boicottaggio sui prodotti di alcuni marchi; ma la filiera dei marchi anche più insospettabili è lunga e bisogna informarsi molto bene per scegliere.
L’unica cosa certa è l’importanza di tenere d'occhio le semplificazioni.
Ma ora veniamo a noi, alla nostra realtà medolese. E' sparito qualcosa? Ci sono semplificazioni di cui preoccuparci? Penso di sì. Qualche esempio?
Che fine ha fatto la piazzola ecologica? E la commissione biblioteca? Che organizzava quelle belle comitive per visitare le mostre e per assistere alle opere liriche? E il Vicolo Mulino? E la commissione servizi sociali? Che non viene mai riunita? E la commissione edilizia? Che è stata così semplificata da essere ridotta ad un'estensione degli assessorati di competenza? E che ne è dell'assessorato ai lavori pubblici? Semplificato anche quello? E del Delegato alla cultura? Semplificato! E quel servizio di assistenza psicologica agli studenti della scuola media? Dove c'era una psicologa a disposizione dei ragazzi e dei genitori? Semplificato!
E quella festa d’estate dedicata ai malati psichici e alle loro famiglie? Anche quella semplificata? Pensare che era una piccola occasione offerta a questi sfortunati per uscire dall’isolamento.
Ad essere un po’ sospettosi c’è parso che si sia tentato di semplificare, facendoli uscire dall’orbita dei servizi pubblici, anche l’asilo nido ed il centro di aggregazione giovanile, ma speriamo che si sia trattato di un abbaglio. Persino il Raduno Rock è scomparso? Che a me era così simpatico! Ah, dimenticavo, è sparita anche molta ghiaia, con un’ attenzione diversa avremmo qualche buco in meno.
Ci si potrebbe dilungare, ma mi sembra che la descrizione del gioco di prestigio sia già stata di grande effetto.
Tuttavia sarebbe colpevolmente parziale citare solo sparizioni e non le apparizioni. Certo, ci sono anche quelle. Alcune meglio riuscite di altre, fra quelle meno riuscite citerei il passeggio: con i suoi marciapiedi ad alto rischio e la sparizione di numerosi parcheggi (le sparizioni sono sempre in agguato!)
Mi sto sicuramente dimenticando molte (beh non esageriamo) .. alcune apparizioni ma i cittadini le avranno notate e certo non è mancata la cassa di risonanza. Ma il mio intento non era quello di fare un’ elencazione esaustiva ma di indurre un pensiero, un dubbio forse: siamo certi che con tutta questa semplificazione non sia stata calata la qualità della vita e la democrazia della nostra piccola comunità?
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento