lunedì 21 luglio 2008

MEDOLE: SULLA FONDAZIONE “ISABELLA ARRIGHI” QUALCHE RISPOSTA AL SINDACO BRUNO PESCI di A. Franchi, A. Calabria, P. Bertoni

Le scriventi hanno fatto parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Isabella Arrighi” – ONLUS di Medole. Ci permettiamo di scrivere dopo aver a lungo riflettuto, nella speranza di chiarire alcune circostanze. Fino ad ora quando attaccate abbiamo sempre taciuto per responsabilità istituzionale, tuttavia adesso intendiamo rispondere alle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Medole all’emittente radio il 5 maggio 2008. Ancora una volta abbiamo subito attacchi pubblici gratuiti, inesatti e poco attinenti alla realtà da parte di chi pur potendo aiutarci durante il cammino si è sempre limitato alle critiche pregiudiziali per di più in occasioni in cui nessuno può contraddirlo.
Il nostro mandato è scaduto da poco e il Sindaco ha, del tutto legittimamente, operato una scelta che non ci ha visto riconfermate. Non avevamo e non abbiamo nulla da obiettare in merito, né abbiamo mai inteso polemizzare in nessun modo su decisioni che non spettano a noi.
Per quanto ci riguarda possiamo tranquillamente dire che abbiamo cercato di portare avanti il nostro compito con coscienza e al meglio delle nostre capacità. La nostra è stata un’attività di volontariato sociale come tanti altri con l’aggiunta di una grossa responsabilità nel gestire un patrimonio privato ma di “pubblica utilità” se così si può dire. Abbiamo proseguito con determinazione perché crediamo nei valori cui si ispira la Fondazione e non certo perché apparteniamo a questo o a quello schieramento politico.
Oggetto dell’ultimo attacco del Sindaco è stata la realizzazione di 6 nuovi appartamenti nella Cascina Porta Rossa. Ecco il percorso che ci ha portati a questo: la Fondazione aveva già finanziato un ottimo progetto, concepito sotto la presidenza dell’ing. Fausto Monici che prevedeva la realizzazione di appartamenti per famiglie bisognose. Non abbiamo fatto altro che portarlo a termine riducendolo in parte e integrandolo con una nuova sede per l’Asilo Nido. Anche in questo si è privilegiato l’accesso per le famiglie più bisognose. Tutto è stato ultimato nei tempi previsti e la ristrutturazione rivaluta uno spazio altrimenti abbandonato.
Malgrado quanto detto dal Sindaco gli appartamenti costruiti non sono assolutamente lussuosi nel senso comunemente dato a questo termine: niente marmi, niente vasche idromassaggio; solo finiture decorose e di buona qualità con materiali che rispettano la struttura (legno, piastrelle). Qual è la nostra colpa? Dovevamo fare degli appartamenti brutti? Bucare la Cascina con mille finestre in modo da ricavare delle stanzette più piccole? Utilizzare il cemento al posto delle travi in legno dei soffitti? Eppure lo stesso Comune ha più volte richiesto che il restauro fosse di tipo conservativo.
Inoltre nessuno di noi ha mai detto (lo ha fatto solo il Sindaco) che gli appartamenti debbano essere affittati per forza ad alto costo anzi! Noi avevamo fatto diverse proposte all’Amministrazione. Per brevità ne citiamo solo alcune:
1) Glia appartamenti sono stati offerti al Comune come edilizia residenziale pubblica (case popolari) anche recentemente (14/1/2008 incontro Fondazione e Sindaco negli Uffici Comunali).
2) Si è proposto di destinarli al progetto “Dopo di noi” rivolto alla sistemazione di persone diversamente abili rimaste senza famiglia e bisognose di assistenza (incontri tra dicembre 2007 e gennaio 2008 presso la Fondazione cui hanno partecipato rappresentanti delle famiglie, cooperative di servizi, funzionari del settore e il Sindaco di Medole).
3) In precedenza era stato proposto di sostituirli con una nuova biblioteca. Al Comune era richiesto un aiuto economico (affitto o altro) per alleviare le spese del nuovo progetto. L’Amministrazione, dopo un iniziale rifiuto e altre incertezze, ha risposto quando era troppo tardi (luglio-ottobre 2005).
4) Altra alternativa era un poliambulatorio con un punto infermieristico utile per le vaccinazioni, per le piccole medicazioni ecc. (aprile-ottobre 2005).
Nessuna di queste soluzioni andava bene per il Sindaco per un motivo o per l’altro. Con una maggiore collaborazione forse si sarebbero potute trovare anche altre idee; stando così le cose abbiamo fatto quello che si poteva guardando allo Statuto che all’articolo 2 stabilisce che la Fondazione: “… realizza e/o gestisce strutture abitative (alloggi, mini alloggi ecc) anche con convenzioni con altri Enti pubblici e privati”.
In più è stato realizzato un nuovo Asilo Nido e formulata una Convenzione con il gestore privato che doverosamente riserva per il Comune un ruolo privilegiato. La Convenzione cerca di preservare la qualità del servizio ponendo notevoli vincoli al privato e esigendo il rispetto di standard precisi (che andranno sempre monitorati anche dal Comune). Si è cercato non il profitto ma una continuità del servizio che offrisse un’assistenza di qualità. La Fondazione già rimborsa al Comune la spesa di almeno un posto. Tralasciamo le infine polemiche create intorno a questo progetto.
Cos’altro? Abbiamo accolto (e non è un merito ma un preciso dovere dell’Ente) tutte le richieste di beneficenza del Comune e abbiamo destinato in beneficenza (per la maggior parte in favore del Comune) tutte le risultanze positive dell’ultimo bilancio, quello del 2007. Si poteva fare di meglio? Certo che si può sempre fare di meglio! Ma, come ha detto il Sindaco sul Nuovo Passeggio, anche noi possiamo dire che “è facile parlare quando la sposa è fatta!”.
Nel corso del nostro mandato abbiamo cercato di fare tutto il possibile per tenere aperto il dialogo anche ignorando i numerosi attacchi pubblici e non. Siamo anche con dispiacere consapevoli che quando la comunicazione si interrompe, la responsabilità non è mai di una parte sola, ma è un fallimento di entrambi gli interlocutori, tuttavia ricordiamo di aver promosso incontri, di aver scritto lettere, formulato richieste; quasi mai sono seguite risposte.
Auspichiamo che la Fondazione sia gestita in modo sempre migliore ed è per questo che rinnoviamo gli auguri più sinceri al nuovo Consiglio e al suo Presidente che ben conosciamo e che ha condiviso il nostro lavoro confidando che sapranno ben operare.
Patrizia Bretoni, Aurelia Calabria, Annalisa Franchi
(tratto da “il Gazzettino ” n. 27 del 12/07/2008)

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