Dalla stampa locale e provinciale leggiamo le notizie riguardanti nuove escavazioni di ghiaia nel territorio del Comune di Medole.
Il presidente della locale sezione Coldiretti, Silvano Cappellari, fa sapere che sarebbe in itinere la richiesta per una ulteriore escavazione in località Vescove (strada per Rebecco) e, anziché respingere la richiesta per il fatto che il nostro territorio è già penalizzato drammaticamente dal Piano Provinciale cave decennale, consiglia di spostare l'escavazione in altra zona.
La giustificazione, chiaramente ipocrita ed ignorante della Storia, è che la piana Vescove sia stata zona della battaglia di Solferino. E' possibile che, chi cita il Risorgimento, non sia a conoscenza che il Generale francese Mc Mahon aveva posizionato il suo comando sul Monte Medolano? E che, quindi, tutta la piana a nord dell'abitato di Medole è stata teatro della battaglia del 1859 e non solo la zona Vescove?
Ed ancora: mentre il S. Cappellari rende pubbliche queste notizie precisando di averle inviate per lettera anche al Sindaco di Medole (ma non è il S. Cappellari stesso il referente per l'agricoltura dell'Amministrazione comunale?), il Sindaco durante l'ultima diretta radiofonica ha lamentato di aver letto la notizia attraverso la stampa, e di non aver ancora ricevuto la lettera.
Insomma, nonostante pubblichino qualche articolino ostentatamente propagandistico ma di nessuna consistenza, sembra proprio che tra gli amministratori comunali regni lo sbando totale: non si parlano, comunicano per lettera dando però la precedenza alla stampa.
In questo modo, noi cittadini non siamo più tutelati, ma abbandonati in balia dei gruppi di potere che spingono dietro queste notizie. Lo dimostra la presa di posizione di S. Cappellari il quale, anziché respingere le ulteriori escavazioni di ghiaia, propone gentilmente di spostarle in altra zona del paese. Significa chiaramente che per la zona alternativa alle Vescove è in atto una spinta più poderosa; inoltre, anticipando la notizia sulla stampa, viene fornita all'Amministrazione comunale una posizione già confezionata e scontata.
Poi se, casualmente, questa ghiaia dovesse servire per realizzare infrastrutture (cava di prestito), ricordiamo agli Amministratori comunali che il Piano Provinciale ha già previsto al suo interno la zona per la cava di prestito.
Alla fine di tutto ciò, noi cittadini perdiamo completamente sicurezza, in conseguenza del fatto che l'istituzione Comune che ha già perso l'autorevolezza.
Bisogna reagire con vigore.
- Controllare l'attività estrattiva in corso: sembra scomparso il consulente dedito al controllo;
- respingere senza se e senza ma ogni nuova aggressione al nostro territorio;
- elaborare progetti di recupero ambientale credibili, magari con utilità economica per la comunità, prevenendo le tentazioni di trasformare le cave di ghiaia in discariche.
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