Purtroppo non assistiamo quasi mai sui Media a dibattiti e confronti basati su fatti concreti e documentati. Dopo l’ascolto attento dell’intervista radiofonica al Sindaco di Medole del 5 maggio 2008 ritengo indispensabile rispondere pubblicamente ad alcune sue affermazioni, anche se a distanza di tempo e non con la stessa forza mediatica.
Mi limiterò ad alcune sue affermazioni e a fatti incontestabili, senza intervenire sui “toni” da Lui usati per consentire al lettore di giudicare e verificare serenamente i contenuti di questa lettera.
Questo testo è ridotto per esigenze di stampa, ma le argomentazioni complete sono disponibili ai link indicati alla fine della lettera.
1) Su Viale Zanella: il sindaco afferma che ha “ricevuto qualche critica, 10, 15”, ma il nuovo “Passeggio” è “un gioiellino”. Sarebbe interessante fare un sondaggio un po’ più “scientifico” per verificare il reale gradimento dei Medolesi, non sull’estetica, ma sulla drastica riduzione dei parcheggi e sull’installazione di un cordolo così alto, verticale e a spigolo vivo. Per il CORDOLO si doveva fare meglio. La FEMA (Federazione delle Associazioni Europee dei Motociclisti), in uno studio del 2000 realizzato con la Comunità Europea, suggerisce forme “più amichevoli” in caso di caduta di un mezzo a due ruote: sono tutte inclinate o con lo spigolo arrotondato (come si fa, quando si ha un bambino piccolo per casa). Medole non è certo l’unico a non tenere conto di queste cose, ma ciò non è una scusante. (per i più curiosi, quanto riportato è sul documento al sito: http://www.fema.ridersrights.org/crashbarrier/index.html). Anche per i PARCHEGGI si doveva fare meglio in quanto sono fondamentali per rivitalizzare i centri storici (vedi ad esempio gli sforzi di Castiglione e di Desenzano), perché ciò allontana gli esercizi commerciali e gli investimenti dei privati. Lo sanno bene tutti gli utenti delle attività situate nei pressi di via Zanella, su via Roma, e via S. Martino: banca, cartoleria, giornalaio, farmacia, estetista, bar, studio medico, un ristorante/albergo, nonché Scuola Materna, scuola Media e Palestra, subito al di là della Seriola, anche loro con pochissimi posti auto. Si potevano fare più parcheggi ad esempio con un progetto serio (e costoso, di lungo periodo, ma decisamente più utile) di copertura della Seriola e di utilizzo della striscia di terreno tra le scuole e la Seriola stessa.
2) Sul Presidente uscente della Fondazione Isabella Arrighi: il sindaco afferma: “...abbiamo dato continuità alla Fondazione, abbiamo confermato, e questa è democrazia allo stato puro, la vice Presidente (...) risaputo che era e sosteneva la lista di Medole Cresce, (-l’attuale minoranza-), noi l'abbiamo confermata Presidente. Queste affermazioni sono semplicemente false. È incontestabile (se avete dubbi leggete lo Statuto e gli atti comunali), che in seguito alle mie dimissioni (del dicembre 2004) il Sindaco non aveva altro obbligo che quello di nominare un altro consigliere. Il Consiglio della Fondazione era in carica, ci sarebbe rimasto ancora per 3 anni e mezzo, e tale Consiglio avrebbe scelto in assoluta autonomia il proprio Presidente. Per cui il Sindaco non ha confermato proprio nessuno. La sua “democrazia allo stato puro” è qualcosa che non ha fatto né avrebbe potuto fare.
3) Sul nuovo presidente della Fondazione: il sindaco afferma: “A distanza di 3 anni abbiamo scelto che il vicePresidente Anzeloni diventasse presidente. (…) questa è la scelta del Sindaco”. Che c’è di strano? C’è che, per Statuto della Fondazione, il Sindaco nomina il Consiglio della Fondazione (4 scelti dalla maggioranza, 1 dalla minoranza), e il Presidente viene scelto da tale Consiglio. Pesci poteva salvare almeno la “forma” se non la “sostanza”, e dire che era stato il nuovo Consiglio a nominare Anzeloni come Presidente, ma ha rafforzato la frase con “questa è la scelta del Sindaco”. Beh, almeno è chiaro, senza ipocrisie e in barba allo Statuto, che il presidente lo sceglie Lui.
4) Sugli Appartamenti realizzati dalla Fondazione: il Sindaco afferma “...ho dubbi sulle scelte di fondo,(…) per esempio gli appartamenti di lusso. Provate a visitare nella corte della cascina che tipo di appartamenti sono stati costruiti e quali saranno i costi di affitto di questi appartamenti e quali saranno i costi energetici per mantenere un appartamento. Allora, se una fondazione (…) serve a difendere e a favorire le classi disagiate, vi prego, andate a vedere gli appartamenti di Cascina Porta Rossa a Medole... Rivediamo a cosa serve la Fondazione”. In pratica dice che il precedente Consiglio della Fondazione ha realizzato degli appartamenti troppo lussuosi. Ma i fatti sono questi: due membri su cinque del precedente Consiglio della Fondazione (tra essi l'attuale presidente Anzeloni) facevano capo all'attuale maggioranza del Consiglio Comunale, e hanno partecipato a tutta la fase del progetto esecutivo (prima c’era solo quello di massima) e di realizzazione degli appartamenti sulla corte di cui parla il Sindaco (non quelli su Via Cavour), senza mai opporsi né alla tipologia né al livello di finitura degli appartamenti. Se Anzeloni ha contribuito così fortemente a realizzare un progetto così sbagliato, come mai ora il Sindaco lo ha “nominato” Presidente? Ma è il progetto che non andava bene? O le “altre persone”di quel Consiglio? O il fatto che quel progetto non l’aveva fatto Lui? Ad ogni modo dico anch’io: andate davvero a vedere gli appartamenti di Cascina Porta Rossa perchè scoprirete che si può progettare bene e realizzare belle cose con finiture assolutamente normali (ma che improvvisamente diventano di lusso perché inserite in un bel contesto)!
Il Sindaco dimentica che è stato il Comune a chiedere un restauro conservativo perché l’edificio lo meritava, e il progetto è stato all'altezza. In questa parte della cascina sono stati ricavati alcuni appartamenti “grandi”, ma l'operazione riguardava l'intera Cascina (anche la parte su via Cavour, e nel complesso sono stati realizzati appartamenti di tutte le taglie per coprire tutte le esigenze. Guardatelo tutto insieme il progetto e pensate che spesso i nuclei famigliari numerosi appartengono a fasce sociali deboli che non trovano sul mercato immobiliare appartamenti adeguati. L'ammontare dell'affitto lo stabilirà la Fondazione, non è obbligatorio che sia un prezzo di mercato. Il dovere del Sindaco è di scegliere 4 amministratori su 5. Certo, i suoi 4 li sceglierà con cura, ma non deve imporre loro il suo pensiero e la sua politica, in particolare quella sulla casa.
Commento finale: DI CHI E’ LA FONDAZIONE?
La Fondazione Isabella Arrighi (nata come “Ospedale Civile di Medole” nel 1863 con i beni lasciati da Isabella Arrighi, divenuta poi IPAB e infine Fondazione nel 2003) è sempre stata un ente Privato. Lo stato italiano ne ha “espropriato” negli anni 30, per 70 anni, la gestione, non la proprietà. In tutto questo tempo gli Amministratori Pubblici si sono talvolta dimenticati che si trattava di un bene privato a loro affidato solo come gestione, e hanno finito per considerarlo come “roba” del Comune, ma è un bene tornato alla Comunità di cui il Sindaco non è l’unico titolato a parlare (altrimenti direbbe anche la messa, insegnerebbe a scuola e chissà cos’altro). Il Consiglio della Fondazione non può parlare per conto suo e raccontare alla gente come intende operare sul territorio? Non hanno forse delle teste pensanti anche loro? La conoscenza e una corretta informazione sono essenziali per crescere e migliorare. Mi auguro che quanto ho scritto induca qualcuno perlomeno a farsi delle domande. Per aver detto queste cose non me ne viene in tasca niente, anzi!
Per chi ritiene che le frasi citate del Sindaco siano state estrapolate dal contesto in modo scorretto o fazioso, invito ad ascoltare l'intera registrazione dell'intervista sul sito del Gazzettino o a richiederne copia al sottoscritto.
Fausto Monici
risposta completa:
http://wikisend.com/download/598040/SpettGAZZETTINO2.pdf
statuto della Fondazione:
http://wikisend.com/download/598020/STATUTO rev 5 del 290803.pdf
rapporti Fondazione-Comune del 12/10/04:
http://wikisend.com/download/597812/RAPPORTI Fondazione-Comune 121004.pdf
Tratto da “Il Gazzettino nuovo”
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