mercoledì 20 dicembre 2006

L’ISOLA CHE NON C’E’ di Stefano Bottoglia

Ci sono tanti modi di fare informazione: c’è chi si avventa sull’operato altrui, chi racconta i fatti con qualche imprecisione (guarda caso a favore del soggetto politico preferito), chi tenta di proporre i fatti in modo imparziale (ma esiste questa parola?). Forse ognuno di questi aspiranti divulgatori raggiunge l’obiettivo almeno parzialmente; fra tutti lo stile che preferisco è quello di raccontare i sogni, di descrivere ilo mondo in cui l’autore vorrebbe vivere.
Spero che anche chi legge simpatizzi per i sogni ad occhi aperti, perché ora lo condurrò in uno dei miei preferiti.
Mi piace immaginare che la democrazia possa essere più di una parola. Mi è stato riferito un episodio in cui un consigliere comunale (non sto parlando di Medole) abbia chiesto all’amministrazione comunale di visionare dei documenti pubblici. Nonostante la legge prevedesse tale facoltà, egli si vide negato tale diritto. Il Consigliere caparbio fece valere i suoi diritti fino ad ottenere (a sue spese) una sentenza del TAR a lui favorevole.
Ma allora ha vinto il bene? No! Perché nonostante la sentenza favorevole i documenti non li ha avuti; c’è chi si sente al di sopra della legge. Al consigliere restavano solo due alternative: proseguire nella sua lotta legale (sempre a sue spese) fino ad ottenere l’intervento delle forze dell’ordine, oppure rassegnarsi.
Ecco! Questo è un esempio di come non vorrei il mondo. Mi piacerebbe che l’illegalità non indossasse la maschera dell’inerzia.
In altri casi c’è che scrive e preferisce non firmarsi. Qualcuno ricorderà che su un foglio dal titolo “LIBERO PENSIERO MEDOLESE”, circolato qualche mese fa, gli autori specificavano la loro preferenza per l’anonimato. Nei miei sogni c’è un luogo dove ognuno si sente libero di dare libero sfogo alle proprie idee senza preoccuparsi di subire pressioni, accuse o giudizi severi. Mi piace immaginare un paese dove ad essere contestate sono le idee non le persone che le sostengono.
Se, per esempio, dico che vedrei meglio Palazzo Ceni come una sede culturale anziché come sede municipale, mi si dovrebbe contestare nel merito, non mi si dovrebbe liquidare dicendo che sono un incompetente. Cosa ci volete fare, ho in mente tutte le necessità di una moderna sede municipale operativa: come cablaggi di tutti i tipi, computers, stampanti, copiatrici, impianti di condizionamento d’aria, ascensori, bagni per disabili, ecc. e chi più ne ha più ne metta. Ho l’impressione che tutti questi interventi fatichino a conciliarsi con la tutela del nostro splendido Palazzo Ceni.
Ma la mia speranza di sognatore mi porta a pensare che chi decide possa cambiare idea, non è un disonore! Così come nessuno sarebbe infastidito se, rispetto all’idea di sopprimere la piazzola ecologica, si tornasse indietro e si decidesse di mantenerla o addirittura di rimpiazzarla con una nuova. Forse non sarebbero nemmeno numerose le obiezioni, se fosse ripensata la sistemazione di Viale Zanella (il Passeggio), molti infatti non condividono la soppressione dei parcheggi lungo lo stesso viale, vista la presenza di un bar, di una farmacia e di uno studio medico.
Fra i miei sogni più cari c’è il declino del “pensiero rigido” così come lo definiva, tanti anni fa, un simpatico pensatore di nome Giordano Bruno. Mah! A pensarci bene, tanto simpatico non doveva essere, visto che i suoi contemporanei gli riservarono un’accoglienza un po’ troppo calorosa!
Visto che siamo nel mondo dei sogni mi permetto un’altra citazione. Un generale cinese chiamato Sun Tzu vissuto tra il VI e il V secolo a.e.v. scrisse un trattato dal titolo “L’arte della guerra” in questo trattato si raccomanda a chi desidera vincere, di fare controinformazione; ovvero di divulgare versioni di fatti falsate o addirittura capovolte, il tutto per creare confusione nel nemico. Credo che avesse ragione e che effettivamente in guerra questo comportamento sia proficuo, ma a me piace pensare che gli uomini possono fare di meglio che seguire le logiche della guerra.
Per ora può bastare, e nel salutare il paziente lettore, desidero regalargli un brano di una canzone di un noto cantautore dedicata ai sogni che alcuni avranno già riconosciuto già dal titolo di questo articolo.

E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!
(s.bo.)

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