Proponiamo qualche passaggio significativo tratto da alcune interviste alla Senatrice Rita Levi Montalcini pubblicate sul quotidiano “La Repubblica”.
- La voce è limpida, la conversazione è lucidissima. "Credo che il mio cervello, sostanzialmente, sia lo stesso di quand'ero ventenne. Il mio modo di esercitare il pensiero non è cambiato negli anni. E non dipende certo da una mia particolarità, ma da quell'organo magnifico che è il cervello. Se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare".
"I miei anni? Pesano un po’, ma non sono poi così ’limitativi’ come lo sarebbero con un cervello poco funzionante. Sto bene, sono capace di intendere, e i deficit uditivi e visivi sono ampiamente compensati dai miei collaboratori". "Col video ingranditore riesco ancora a leggere, anche se con più lentezza di prima. In passato mi alzavo alle quattro del mattino (ho sempre dormito poco) e alle nove avevo già letto cento pagine. Ora, nello stesso arco di tempo, riesco a leggerne una decina.
Il che non m'impedisce di scrivere libri".
- Ha superato mille ostacoli, da quando, bambina, ha combattuto contro un padre autoritario e una cultura dominata dal maschilismo che la volevano relegata alle attività ’consone’ alla donna. Non si è data per vinta. Ha studiato, nonostante la sfiducia paterna, specializzandosi in neurobiologia e diventando l'assistente di Giuseppe Levi; poi le leggi razziali la costrinsero a rinunciare al posto di assistente universitaria: non aveva neppure accesso alle biblioteche. Ma Rita continuò a lavorare, allestendo un piccolo laboratorio nella casa in cui viveva, nell'astigiano. E dopo la guerra accettò l'invito ad andare a proseguire le sue ricerche negli Stati Uniti, dove, nel 1951, la ricercatrice osservò per la prima volta l'effetto esercitato dal trapianto di un tumore di topo sul sistema nervoso dell'embrione di un pulcino. Quel fenomeno, la cui scoperta le avrebbe fatto meritare il massimo riconoscimento per una scienziata, fu chiamato il "Nerve Growth Factor". "Ci arrivai con la fortuna e l'istinto. Conoscevo in tutti i dettagli il sistema nervoso dell'embrione e ho capito che quello che stavo osservando al microscopio non rientrava nelle norme. Una vera rivoluzione: andava, infatti, contro l'ipotesi che il sistema nervoso fosse statico e rigidamente programmato dai geni. Per questo decisi di non mollare".
- Oggi afferma che l'essere ebrea non è mai stato per lei motivo né di orgoglio né di umiliazione: "Non sono ortodossa, non vado mai in sinagoga. Sono totalmente laica, non ho ricevuto alcuna educazione religiosa. Per me quello che conta, in una persona, non è che sia ebrea o cattolica, ma che sia degna di rispetto. E sono convinta che non esistano le razze, ma i razzisti".
"Nel mio futuro - dice - vedo tanto impegno, soprattutto su due fronti. Innanzitutto, intendo potenziare l’attività dell’Istituto europeo di ricerca sul cervello Ebri, per dare a tanti ricercatori italiani all’estero una possibilità concreta per poter tornare in Italia".
- Il Nobel incalza sull’argomento che più le sta a cuore: le nuove generazioni. "Sono preoccupata per i giovani di oggi - dice - perché il paese non offre loro le opportunità che meritano; vedo solo promesse, promesse che non si tramutano, però, in realtà". Per questo, bisogna reagire ed impegnarsi, aggiunge, a partire dalla Ricerca: "Va potenziata e finanziata, perché è il futuro, del Paese e dei giovani". "Oggi i giovani", dice, "devono affrontare realtà drammatiche come la povertà, il razzismo, l'analfabetismo, la negazione dei diritti civili in molti paesi. Lo sviluppo tecnico e scientifico ha aperto spazi sterminati all'esplorazione, e le nuove generazioni potranno utilizzarli al meglio. Non bisogna aver paura dell'informatica, perché da sempre il progresso è portatore di cultura e di democrazia. Occorre sfruttare le potenzialità di Internet per metterle al servizio dei popoli più svantaggiati". È anche grazie a discorsi come questi che Rita Levi Montalcini è diventata una sorta di icona giovanile. Ogni sua apparizione nelle università è accolta da festosi applausi.
Poi, la seconda grande ’missione’: la lotta in favore dell’ alfabetizzazione delle donne africane. Un obiettivo che la vede in campo da tempo con la Fondazione onlus che porta il suo nome: "In Africa la popolazione analfabeta raggiunge gli 800 milioni. Ma proprio l’educazione è la base di tutto e noi - racconta - stiamo cercando di avvicinare le donne, le più penalizzate. Lo facciamo con laboratori e varie attività. Fino ad oggi, la Fondazione ha promosso oltre 800 borse di studio". Azioni concrete in favore delle donne meno fortunate, ma anche un messaggio alle donne dell’Occidente: "Oggi le donne, almeno da noi, hanno molte più possibilità e potenzialità. Se si vuole si può riuscire, anche se si è donna e si vuole fare ricerca". Insomma, mai darsi per vinti, è l’invito della scienziata.
- Facendo riferimento agli insulti ricevuti dal centrodestra e ricorrenti ad ogni votazione in Senato, il Nobel liquida la faccenda con una battuta: “Sono come l’acqua sulla pelle di un’anatra, non mi toccano. Scivolano via”.
- Alla votazione dell’ultima finanziaria, durata tante ore, non si è mai assentata, neppure una piccola defaillance, una distrazione, un errore: è una maratoneta. “Ho fatto il mio dovere – dice – non avrei potuto fare diversamente, si gioca il futuro dell’Italia e contribuire ad approvare la Finanziaria non è una scelta, è un obbligo civile. Questa è una buona Finanziaria e io sono sempre stata fiduciosa sull’esito”.- Mai esasperata per tutto questo tempo qui inchiodata al Senato? “Certo, un po’ mi dispiace non essere nel mio laboratorio per continuare il lavoro scientifico a cui tengo molto”.
Gli auguri di Napolitano: l’Italia e’ fiera di te
ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato Rita Levi Montalcini, in occasione del suo 98 compleanno, un messaggio di "fervidi auguri e di sincera ammirazione per l’impegno sempre intenso, rigoroso ed esemplare". "Conservo il più vivo ricordo della mia visita all’European Brain Institute, da te fortemente voluto e guidato con la sobria eccellenza che contraddistingue il tuo operato. L’entusiasmo di quei giovani ci consente di sperare in una Italia in cui istituzioni e imprese sappiano investire, attraverso la ricerca, nel futuro del proprio paese".
"Per moltissimi cittadini - sottolinea Napolitano - rappresenti un modello di scienziato, di donna, di italiana su cui la Repubblica è fiera di poter contare. Le tante iniziative che continui a promuovere e seguire con passione e dedizione infaticabili sono fonte sicura di prestigio internazionale e motivo di orgoglio nazionale". "Nel rinnovarti gli auguri più affettuosi ti giunga a nome di tutti gli italiani il mio sincero ringraziamento
Ansa » 2007-04-22 10:46
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento