lunedì 24 dicembre 2007

GIOVANI SENZA TERRA di Jessica Vanni

Sempre più di frequente veniamo a conoscenza di gravissimi atti di violenza da parte di giovani e giovanissimi italiani che pare investano le loro energie nel commettere tali atti contro se stessi e gli altri.
Numerose pagine di cronaca vengono dedicate a gruppi di giovani adolescenti che maltrattano compagni più deboli picchiandoli, derubandoli e soprattutto costringendoli al silenzio;
a insegnanti che non riescono a fronteggiare le numerose angherie alle quali vengono sottoposti;
a giovani che ricorrono a sostanze stupefacenti e alcoliche con l’illusione di ottenere un’alterazione psicologica che permetta loro di differenziarsi da chi sceglie di rispettare le regole della convivenza civile;
ed infine da sempre più casi di giovani affetti da disturbi alimentari (come anoressia e /o bulimia) che vedendo i loro corpi troppo diversi dalle varie “Veline” e “Costantino” di turno si sentono sempre più inadeguati alla vita.
A mio avviso anziché limitarsi a etichettare tali giovanissimi come “bulli”, “vandali”, “tossici”, “perdi-tempo”, “scansafatiche”…. e con tanti altri appellativi che non sto ad elencare…. sarebbe forse meglio considerare di ogni ragazzo il COGNOME che porta, l’INDIRIZZO CIVICO che occupa e l’ALBERO GENEALOGICO che lo riguarda.
Questo non per deresponsabilizzare i giovani dalle loro malefatte, rischiando così di affibbiargli l’etichetta di “vittime”, ma bensì con l’intento di riuscire a guardare oltre a ciò che questi ragazzi ci propongono!
Saranno pur figli di qualcuno!...Di bravi genitori che però indaffarati nel lavoro per sostenere il caro vita delegano l’educazione dei figli al gruppo dei pari? O forse di genitori che presi da incomprensioni sentimentali pensano che i loro figli “ quando cresceranno, capiranno”?
Io ritengo (e questo è il mio umile pensiero) che tutti questi gravissimi atti così eclatanti siano la manifestazione di un universo SOMMERSO di problemi che questi giovanissimi si portano dentro: solitudine, abbandono, violenza, insoddisfazione, disinteresse?
Sarà forse che questi giovanissimi scelgono di rubare, picchiare, imbrattare muri e drogarsi per attirare l’attenzione di qualche adulto? Forse proprio di quegli adulti che da tempo hanno smesso di vederli e considerarli importanti?
Se ci badiamo bene questi giovanissimi che cadono a delinquere lo fanno secondo modalità piuttosto “sgamabili”…. Allora o questi sono degli stupidi che si credono dei supereroi oppure, a modo loro, stanno esprimendo tutta la loro rabbia!
Credo nell’importanza dell’ EDUCAZIONE e RIEDUCAZIONE SOCIALE e per questo vorrei fare un appello a chi potrebbe almeno provare a prevenire tali disagi creando o potenziando “punti d’ascolto” gratuiti e gestiti da personale qualificato dove i giovani e i loro genitori potrebbero trovare l’aiuto necessario ad affrontare malesseri che se lasciati sedimentare potrebbero sfociare in disgrazie.

( j.v. )

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