Mercoledì 28 novembre ho partecipato all’affollato Consiglio Comunale aperto indetto dall’amministrazione comunale di Castiglione delle Stiviere riguardante la cava Pirossina. Non è mia intenzione in questa sede spiegare l’ormai tristemente nota questione, bensì mettere al corrente chi legge di alcuni dubbi e considerazioni che mi sono sorti dopo aver ascoltato il dibattito.
Il pronunciamento contro la discarica di inerti proposta dalla Blu Service è stato unanime; ogni consigliere, ogni rappresentante di settore o categoria, ha esposto le sue argomentazioni: il degrado dell’ambiente, il traffico pesante, i rumori, il deterioramento dell’immagine delle industrie, la conseguente ricaduta socio-economica……Tutti argomenti condivisibili, ma io intanto mi chiedevo: se inerte non significa innocuo, se i materiali che vi dovrebbero confluire possono rilasciare sostanze inquinanti, cosa può accadere alla falda acquifera che scorre sotto? È importante il paesaggio, la salvaguardia di luoghi storici, l’immagine delle industrie…..ma perché prima di tutto questo non si parla di salute, della salute di migliaia di cittadini che viene minacciata? A quale posto si colloca la salute in questa gerarchia di valori? In risposta è intervenuto l’assessore di Medole Sabrina Salvadori, che ha illustrato con dati reali la situazione idrica derivante dall’utilizzo dei pozzi collocati in zona Pirossina, ha focalizzato l’attenzione sul grave danno che il progetto discarica può arrecare alla salute di almeno 100mila persone, tanti sono gli utenti degli acquedotti alimentati dalla falda.
Il sindaco Paganella, il consigliere regionale Maccari, hanno ribadito che il giudizio di compatibilità ambientale spetta alla Regione, ma non hanno esplicitato i criteri in base ai quali l’ARPA valuta la compatibilità ambientale. Mi auguro che il primo criterio sia la salute pubblica e che tali criteri non godano di elasticità e adattabilità, come purtroppo capita in altri settori.
In conclusione ho sentito tanti no, ma non ho sentito un progetto concreto a sostegno del no: non basta avere un obiettivo comune per perseguirlo, bisogna condividere e portare avanti un progetto in cui attori, azioni, tempi, modi siano esplicitati e verificabili. Una relazione non è un progetto, e senza un progetto le buone intenzioni e le belle parole non bastano a raggiungere l’obiettivo.
Uscendo dal Consiglio ho ripensato a quando bastava superare i confini di un comune per sentire pronunciare la medesima parola in modo diverso, ora tutti la pronunciamo allo stesso modo, ma non per tutti Salute ha lo stesso valore.
( c.b. )
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