lunedì 24 dicembre 2007

SULLE ORME DI S. AGOSTINO di Stefano Bottoglia

A volte accade che non si comprenda una situazione, non si riesca a capire le motivazioni che hanno indotto i protagonisti ad agire in un determinato senso.
A me è capitato lo stesso quando sono venuto a conoscenza delle decisioni dell’Amministrazione comunale relativamente alla piazzola ecologica.
Già mi era stato difficile comprendere la scelta di spargere per il paese un certo numero di cassonetti per la raccolta dei vegetali, mi pareva che sia sul piano estetico che sul piano funzionale, non fossero l’ideale. Non è infatti infrequente verificare che questi cassonetti si trasformino in mini discariche.
Ma con un certo sforzo mi sono rassegnato all’esistenza di una diversa sensibilità estetica.
Ma la soppressione della piazzola, proprio non riuscivo a comprenderla. Ho subito avuto la percezione che Medole fosse stato retrocesso in serie B. In quanto all’accesso alle piazzole di altri paesi, mi sembrava una soluzione decisamente scomoda e limitante. Ho visto spesso giungere alla piazzola (ora soppressa) dei medolesi con un semplice carrettino, trainato da bici o motorini e mi sono immaginato che costoro non avrebbero mai fatto un viaggio con quei mezzi di fortuna fino a Guidizzolo o a Castel Goffredo. Pertanto questa distanza che per un soggetto automunito può essere relativa per altri meno fortunati diventa una grossa limitazione.
Occorre non dimenticare che è previsto anche il ritiro a domicilio di alcuni rifiuti ingombranti, ma è solo una volta al mese e solo in quantità limitate. Anche questa non è una limitazione da poco. Si sa, noi lombardi siamo gente sbrigativa, quando abbiamo per le mani dei rifiuti per giunta ingombranti, non vediamo l’ora di disfarcene.
Così è successo a me, durante il periodo estivo appena trascorso ho riordinato il garage ed ho deciso di liberarmi di alcuni oggetti: una vecchia pompa elettrica, alcune sedie metalliche sgangherate, ecc. Quindi ho caricato sulla mia auto il tutto e sono andato a Castel Goffredo. Ho constatato personalmente che la discarica non è nemmeno a Castel Goffredo ma in una frazione denominata “Villa” parecchio distante dal paese. Insomma un vero e proprio viaggio. Inoltre quando finalmente sono giunto a destinazione ho dovuto attendere il mio turno; sarò stato sfortunato ma ho atteso quasi un quarto d’ora prima che mi indicassero dove potevo scaricare (a Medole non mi è mai capitato!). Infine mi hanno indicato di salire su una rampa piuttosto ripida per procedere allo scarico. Ho immaginato che per una signora anziana e non tanto abile nella guida, la manovra di accesso alla rampa, sarebbe stata un bel problema.
Ma alla fine ce l’ho fatta e sotto il sole cocente del pomeriggio ho ripercorso i 9 chilometri per tornare a Medole. Mentre tornavo scuotevo la testa pensando a quanto tempo e carburante mi era costato quel viaggio e al fatto che altri soggetti meno coscienziosi di me potevano essere facilmente indotti a liberarsi dei rifiuti lasciandoli in un fosso, certamente agendo in modo meno rispettoso dell’ambiente ma assai più comodo.
Ancor più di prima mi interrogavo sulle ragioni della soppressione della piazzola medolese.
Poi sempre quest’estate ho avuto la folgorazione. Mentre leggevo le confessioni di S.Agostino ho trovato finalmente una possibile spiegazione. Nelle “Confessioni” si esprime il seguente concetto: “Dio deve preferire che l’uomo giunga al bene attraverso la sofferenza piuttosto che tale percorso sia indolore”. Non mi avventuro assolutamente in alcun tipo di valutazione di tipo teologico ma mi è parsa una singolare concordanza. Evidentemente l’amministrazione si deve essere ispirata ad un principio simile. Tanto maggiore è lo sforzo tanto maggiore è l’appagamento.
Devo concludere con il timore che la popolazione medolese non sia composta da soli volenterosi ma l’importante è indicare un cammino virtuoso e avere fede nel desiderio di miglioramento continuo. Se questo poi dovesse comportare qualche sgradevole effetto collaterale porteremo pazienza.

( s.bo. )

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