giovedì 10 aprile 2008

RIDATECI L’8 MARZO!!!!!! di Giancarlo Morbini

Vorrei iniziare sottolineando che chi sta scrivendo è un uomo che, come tanti, è al fianco del mondo femminile e ammira la forza e la determinazione delle donne che ci circondano tutti i giorni, nelle nostre case con le capacità di un economista, nel mondo del lavoro con la voglia di dimostrare e l'umiltà di raccogliere quei lavori che l'uomo per comodità ha abbandonato, nei momenti di impegno sociale, sfoderando quella sensibilità che solo le donne posseggono, e anche nei momenti più frivoli non dimenticando la loro femminilità.
Ma proprio l'8 marzo si è festeggiato un secolo di lotte al femminile e, guardandomi attorno, vorrei averle sentite gridare “RIDATECI L'8 MARZO” perché concordo con il discorso di una rappresentante sindacale Italiana che, al Palazzo di Vetro dell'ONU a New York, sintetizzando ha detto “L'8 Marzo deve essere ripreso in mano dalle donne del mondo del lavoro e sottratto alla commercializzazione della festa. Deve tornare ad essere una festa laica del lavoro, della dignità, della libertà e della responsabilità delle donne”. E per far capire quanto è importante questo secolo di lotta non trovo migliori parole che riassumere LA STORIA.
L'8 Marzo ha radici lontane. Nasce dal movimento internazionale socialista delle donne. Era il 1907, Clara Zetkin (che nella prima guerra mondiale fondò la Lega di Spartaco) dirigente del movimento operaio tedesco, organizza con Rosa Luxemburg (teorica della rivoluzione marxista che fondò il Partito Socialista Polacco e il Partito Comunista Tedesco) la prima conferenza internazionale della donna. Ma la data simbolo è legata all'incendio divampato in un cotonificio (Cottons) di Chicago nel 1908, occupato nel corso di uno sciopero da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive. Nel 1910 a Copenaghen in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna si propone l'istituzione di una GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, anche in ricordo dei fatti di Chicago. Successivamente la giornata comincia ad essere celebrata in varie parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la prima guerra mondiale.
La tradizione nel nostro paese viene interrotta, nel 1943, dal fascismo.
La celebrazione riprende durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donna contro la guerra e l'occupazione tedesca e per le rivendicazioni femminili. Nascono i gruppi di difesa della donna collegati al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che daranno origine all' UDI (Unione Donne Italiane). Nel 1946 l' UDI prepara il primo 8 Marzo nell'Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti sociali e politici della donna. Sceglie la mimosa come simbolo della giornata. La vera “esplosione” in termini di popolarità e di partecipazione, l'8 marzo l'avrà negli anni '70. anni che segnano la collaborazione dei movimenti femminili e femministi che, tra l'altro, operano attivamente per la legge di parità, per il diritto al divorzio e all'aborto. La prima manifestazione femminista, risale infatti al 1972 e si svolse a Roma. Ma il top, la celebrazione dell' 8 Marzo lo raggiunge nel 1980, con una grande manifestazione unitaria in cui confluiscono per la prima volta tutti i movimenti femminili e femministi. In conclusione, possiamo dire che il percorso dell' 8 Marzo si snoda in un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni. Un cammino lungo e complesso per le donne di tanti paesi, con tanti sistemi di governo, più volte interrotto grande tenacia hanno sempre ripreso con l'obiettivo dell'emancipazione e della liberazione della donna. Concludo con gli auguri e la speranza che tutte le donna di questa nostra piccola comunità, con un occhio di riguardo alla presenza femminile di questo giornale e, perché no, alle donne che in questo momento siedono nella nostra amministrazione non abbiano mai paura di sostenere le loro idee di fronte a questi fantomatici uomini di potere.
( g.mo.)

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