Nel 1987, con un referendum, la grande maggioranza degli Italiani bocciò l’utilizzo del nucleare come forma di approvvigionamento energetico e le centrali esistenti in Italia furono chiuse.
Oggi, però, il costo del petrolio alle stelle, la carenza di energia elettrica, l’esaurimento dei combustibili fossili e le loro emissioni di gas serra riaprono la discussione sull’opportunità di un nuovo ricorso all’energia nucleare che viene presentata come soluzione per i problemi dell’economia nazionale.
Il funzionamento delle centrali è piuttosto complesso e non mi cimento in spiegazioni scientifiche che non sono alla mia portata; brevemente, esistono due tipi di centrali:
- le attuali sono a fissione nucleare: l’energia scaturisce dal bombardamento dell’uranio con neutroni che fanno dividere i nuclei dando luogo alla “reazione a catena nucleare”; durante questo processo viene emessa radioattività ad alta intensità;
- sono poi allo studio centrali a fusione nucleare dove si ha invece l’unione di due atomi leggeri ottenendo un nucleo più grande ed un’enorme quantità di energia termica. Le scorie prodotte da questo processo presentano radioattività in misura molto inferiore; è però un processo difficile e dispendioso e gli studiosi ci stanno lavorando da oltre 50 anni senza aver ancora avuto risultati apprezzabili non essendo ancora riusciti a far avvenire la fusione in modo controllato e affidabile, mentre esiste quello incontrollato: la bomba termonucleare. Gli addetti ai lavori prevedono che la realizzazione di un reattore a fusione operativo richiederà ancora numerosi decenni.
Il nucleare presenta aspetti positivi e negativi da valutare attentamente:
Vantaggi
- La produzione di energia dal nucleare ci permetterebbe di dipendere meno da importazioni di petrolio e carbone da paesi ad alta instabilità politica, dove sono concentrate le principali riserve petrolifere;
- Potrebbe far scendere il prezzo dell’elettricità;
- Le centrali nucleari non producono CO2, cioè quei gas che sono la principale causa del buco nell'ozono e dell'effetto serra.
Svantaggi
- In primo luogo la gravità delle conseguenze in caso di incidente, come abbiamo già avuto modo di vedere con Chernobyl. La popolazione viene esposta a radiazioni che causano enormi rischi di morte per leucemia e tumore. In teoria le centrali di ultima generazione garantiscono un livello di sicurezza elevato, ma, in pratica, dopo Chernobyl si sono verificati numerosi altri incidenti, fino a quello, gravissimo, avvenuto solo l'anno scorso, quando 1.200 litri di acqua radioattiva si sono riversati nel Mar del Giappone. Il rischio c'è sempre per ogni attività, ma il danno da incidente nucleare può diventare un'enorme catastrofe non solo al momento del suo verificarsi ma anche per un lunghissimo tempo
- Le scorie nucleari non possono essere distrutte, devono essere stoccate in depositi per migliaia di anni; ciò richiede grandi investimenti e anni di studio per la ricerca di un luogo sicuro (oltre che accettato dalle comunità locali) e, se consideriamo che l'Italia è zona sismica, quale luogo potrebbe essere considerato sicuro? Da parte di molti esperti è stata messa fortemente in dubbio l’opportunità di seppellire le scorie nucleari in maniera definitiva ed irreversibile essendo la tecnologia odierna scarsamente evoluta in materia e pertanto largamente soggetta ad errori.Vorrei chiedere ai sostenitori del nucleare se accetterebbero di interrare un fusto di scorie readioattive vicino alle loro abitazioni... Lo smaltimento delle scorie è un grande problema e rende del tutto ininfluente anche il ragionamento che i Paesi intorno a noi usano il nucleare.
- C'è il rischio, oggi tutt'altro che improbabile, che le centrali o i mezzi di trasporto del materiale nucleare diventino obiettivi per atti di terrorismo.
- La realizzazione di un nuovo impianto nucleare richiede tempi lunghi, almeno 15 anni, senza contare il tempo che serve per trovare un luogo adatto e non contestato dagli abitanti; non risolverebbe quindi i problemi attuali. Inoltre anche l'uranio, come il petrolio è una risorsa limitata e si rischierebbe, una volta fatti gli impianti, di trovarsi con le scorte della materia prima necessaria per il loro funzionamento già in esaurimento. Per quanto riguarda la dipendenza energetica, poi, l’Italia non ha significativi giacimenti di minerali di uranio, dunque dovrebbe comunque approvvigionarsi all’estero dipendendo dai paesi produttori (la quasi totalità dell'uranio è concentrata in soli 10 Paesi) e dalle loro potenti holding.
- La costruzione degli impianti comporta costi molto elevati, ai quali vanno aggiunti i costi militari per garantirne la sicurezza dagli attentati e i costi per smantellare le centrali e bonificare i terreni al termine della loro attività. Questi costi devono essere sostenuti dallo Stato, aumentando le tasse ai contribuenti, che andrebbero così a compensare, azzerandolo, il risparmio sulle bollette dell'energia.
- Per quanto riguarda le emissioni di CO2, è vero che il funzionamento della centrale in sé non produce emissioni, ma le varie fasi di estrazione, macinazione, fabbricazione del combustibile nucleare necessario per far funzionare la centrale, e la gestione delle scorie necessitano di parecchio combustibile fossile e quindi emettono CO2.
Le imprese per ricerca e sviluppo nel nucleare hanno ricevuto enormi sussidi che sono andati a scapito delle fonti rinnovabili, come il solare e l'eolico. Ambedue queste fonti presentano svantaggi: il sole è una fonte non continua, gli impianti costano ancora molto e per produrre buoni quantitativi di elettricità è necessario coprire grandi aree con pannelli solari; l'energia eolica può essere sfruttata solo in alcune località, i costi sono alti e gli impianti necessitano di grandi superfici, spesso sui crinali dei monti, con un impatto ambientale negativo.
Sole e vento però sono inesauribili, il loro impatto sull'ambiente è prevedibile, innocuo e sicuramente meno costoso del nucleare: investendo nella ricerca e migliorando le tecnologie si può aumentare la resa e diminuire l'impatto ambientale.
Si pone allora la domanda: perchè optare per una scelta estremamente pericolosa e che non rappresenta una soluzione, quando esistono altre possibilità più sicure ed economiche? Siamo riusciti a far tornare in Italia uno scienziato premio Nobel come Rubbia che, allontanato dal governo Berlusconi, è stato accolto in Spagna dove ha realizzato, su scala nazionale, centrali solari ad alta temperatura che hanno notevoli lati positivi: non ci sono emissioni inquinanti o di gas serra, non è necessario il trasporto di combustibili, non si producono scorie, non c'è pericolo per gli abitanti nei dintorni della centrale, non si prestano ad attentati terroristici. Perchè non impiegare le risorse per sviluppare e rendere conveniente questo tipo di tecnologia anziché puntare sul nucleare che produrrebbe ricchezza per pochi e danni per tutti?
(f. c.)
giovedì 10 aprile 2008
IL NUCLEARE E’ LA SOLUZIONE? di Franca Caiola
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