martedì 20 dicembre 2005

LO STATO E/O LA CHIESA di Carlo Damiani

In questi giorni il dibattito è piuttosto acceso. Mi permetto di raccogliere alcuni spunti di riflessione, senza avere la pretesa di esprimere conclusioni.
1.sempre più spesso la società civile si trova ad affrontare temi importanti, a vivere drammaticamente scelte difficili ed eticamente complesse. Mi riferisco a questioni come la pace e la guerra, il rapporto tra uomini e culture diverse, con il nostro pianeta, gli sviluppi e le prospettive offerte dalla moderna ricerca scientifica. Lo scambio di opinioni è opportuno e, direi, necessario. La Chiesa è un importante componente della nostra società. Penso debba dare il proprio contributo al dibattito e suggerire le proprie risposte. Non è elegante salutare con favore l’intervento de Papa quando esprime posizioni pacifiste e considerare indebite ingerenze i pronunciamenti contro la fecondazione assistita. Credo che tutti debbano potersi esprimere, senza censure, ma nella consapevolezza della reciprocità e nel rispetto delle opinioni altrui.
2. il nostro, per fortuna, è uno stato laico! Le leggi hanno (dovrebbero avere) la capacità di garantire le esigenze di tutti, anche delle minoranze, anche di coloro che rappresentano posizioni atipiche, non convenzionali. Quando la chiesa “indica” (un eufemismo), per fare un solo esempio la strada da seguire a proposito di coppie di fatto, dimentica che in Italia non esistono solo i cattolici.
Senza togliere ai credenti la possibilità di vivere la famiglia nel modo tradizionale, altri debbono poter fare scelte diverse (per inciso, spesso non si tratta di scelte ma, più banalmente, di percorsi personali complicati e difficili, che anche molti cattolici si trovano, loro malgrado, ad affrontare).
3. molte altre sono le questioni “calde”: su contraccettivi/controllo delle nascite ed aborto, oppure su fecondazione assistita ed eutanasia sarebbe interessante ed utile discutere e confrontarsi.
Assolutamente inaccettabile e diseducativo è stato l’atteggiamento della chiesa durante la campagna referendaria dell’estate scorsa. I cittadini italiani, considerati incapaci di intendere e di volere, sono stati invitati a non votare…al solo scopo di sovvertire quello che era l’esito prevedibile! Gli italiani avrebbero saputo, come in altre occasioni, usare il buonsenso per coniugare le esigenze di una società che cambia e si evolve con il rispetto per le libertà dei singoli e dei valori condivisi.
4.in realtà più che di chiesa che invade in maniera scorretta spazi ed ambiti che dovrebbe maggiormente rispettare sarebbe opportuno parlare del mondo politico che “ruota” intorno ad essa. In vista delle elezioni è una gara (penosa) ad accreditarsi in Vaticano per ottenere un sostegno ed un appoggio direttamente traducibile in voti e preferenze. La Cei ha i suoi campioni che sono già scesi in campo a colpi di immissione in ruolo per gli insegnanti di religione (creando una corsia preferenziale che è incredibile quanto ingiusta) o inventandosi l’esonero dal pagamento dell’ICI anche per gli immobili adibiti ad uso commerciale di proprietà ecclesiale (già che le finanze della Amministrazioni locali sono floride, dopo la finanziaria…). Ma c’è anche chi è più realista del re: l’anno scorso, pensando di fare cosa gradita molto in alto, qualcuno aveva pensato di sposare tesi (teo-con) creazioniste cancellando (distrattamente) l’evoluzione dai programmi delle scuole medie. Probabilmente non era attento quando lo stesso Papa Giovanni Paolo II dopo avere riabilitato Galileo(!) aveva dichiarato che Darwin e le sue stesse tesi sono un fatto scientificamente accertato, compatibile con la fede!
E, a proposito di educazione, posso aggiungere che aver concesso il finanziamento pubblico alle scuole confessionali espone lo stato italiano al rischio di dover sostenere anche quelle meno “gradite”? alcune settimane fa parecchi genitori (immigrati di origine nord africana) hanno chiesto con forza di poter mandare i propri figli in una scuola da loro gestita di orientamento islamico. Se questa possibilità è concessa ai cattolici per quale motivo non dovrebbe essere concessa ai credenti di altre fedi? Non so se chiedessero di essere anche finanziati ma, di nuovo, per simmetria, perché no? E se poi arrivassero gli adepti del mago Otelma? Meglio sarebbe stato garantire l’efficienza e le risorse alla scuola pubblica che è la scuola di tutti, dove ognuno dà il proprio contributo alla crescita di questa società che sta cambiando, lo si voglia o no!
(c.d.)

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