mercoledì 26 febbraio 2014

ROBIN HOOD E LA FORESTA DI SHERWOOD


(sottotitolo “ROBIN-GIAMB E IL PARCO FOTOVOLTAICO”)

C'era una volta in quel di Medole (un ridente borgo della Contea di Mantova) un'ampia area a nord del Borgo, occupata da un'impresa di lavori stradali condotta da un figuro che aveva un progetto spaventoso: scavare un enorme buco per costruire un impianto seminterrato per la triturazione degli scarti di edilizia. Questo progetto, in effetti, stazionava nella Casa Comunale di Medole da una decina d'anni senza che mai fosse approvato, per l'inaccettabile quantità di ghiaia che avrebbe dovuto essere scavata per la sua realizzazione.
Senonché, con il cambio di Amministrazione e l'arrivo del Principe Brunotto e del suo compare Sceriffo Faust nel Borgo di Medole, improvvisamente l'enorme e profondo buco si fece. La denuncia dello scempio fatta da Little John-Franco, un attento paladino dell'ambiente, provocò l'immediato intervento del Signore di Mantova (anch'esso contrario al progetto) che segnalò la maxi escavazione non autorizzata.
Allora, il Principe e lo Sceriffo di Medole si sovvennero e corsero ai ripari emettendo l'ordinanza di sospensione di ogni attività di estrazione, ma in ritardo perché, come si suol dire, “i buoi erano già scappati”. Troppo presi dalle loro gravose incombenze, non si erano purtroppo avveduti per tempo di quell'enorme buco che si stava scavando “a loro insaputa” pur essendo, per il vero, in una posizione che non si notava solo non volendolo notare.
Si rinvennero in quel sito grossi cumuli di preziosa ghiaia e di altro materiale “di natura alquanto dubbia”, ma giustizia fu fatta: il losco figuro fu condannato e il blocco dell'attività abusiva portò la sua impresa al fallimento.
Nel frattempo, le scaramucce tra il Principe Brunotto e lo Sceriffo Faust misero fine anzitempo al loro mandato e il governo del Borgo fu affidato (come era nel passato) a Robin-Giamb e alla sua allegra brigata.
Il Tribunale chiuse quella brutta pagina mettendo all'asta tutta l'area: un'occasione d'oro che Robin-Giamb e i suoi colsero al volo.

I NOSTRI EROI AVEVANO UN SOGNO.

Nel gran Consiglio del Borgo lo svelarono all'Assemblea: avrebbero partecipato all'asta per aggiudicare l'area al Borgo, l'avrebbero risanata dal degrado e trasformata in un bellissimo parco di pannelli che, catturando la luce del sole, l'avrebbero trasformata in elettricità!
Gli scritti ufficiali dell'epoca testimoniano che questo sogno non fu da tutti condiviso. L'ex Principe Brunotto e i suoi compari (noti esperti di economia), infatti, lo derisero e contrastarono affermando che avrebbe fatto buttare tempo e denaro. Qual lungimiranza! O forse a quei garbava quell'enorme buco? Già, perché nel corso della loro amministrazione ne avevano autorizzati altri di buchi, chiamati benevolmente “bonifiche”...
Robin-Giamb, però, forte dell'entusiastico appoggio dei suoi compagni, non si fece scoraggiare; partecipò all'asta e aggiudicò l'area al Borgo di Medole, circa 15 biolche di terreno per la somma di 160.000 Euro.
I denari furono recuperati utilizzando quelli che l'ex Principe Brunotto e l'ex Sceriffo Faust si erano fatti prestare dalla Banca della Contea per dare nuovo splendore al Passeggio, un viale del Borgo, ma che non usarono mai perchè si accapigliarono tra di loro; così si dovevano restituire con gli interessi senza averne nessun beneficio.
Quale occasione migliore per mettere fine allo spreco?
Si era nel mese di aprile dell'anno di grazia 2010. Dopo un lungo e faticoso percorso per ottenere tutte le autorizzazioni degli Enti, l'area fu completamente risanata portandovi, in enorme quantità, terreno di primissima qualità e 10 delle 15 biolche furono occupate dai pannelli, realizzando così il sogno: un grande parco solare.
Era trascorso esattamente un anno dall'inizio dei lavori e, nel mese di aprile 2011 il parco fu attivato, in tempo utile per far sì che il Borgo di Medole potesse beneficiare al massimo degli incentivi concessi a quel tempo dal Governo Italico.
L'intera straordinaria operazione, compreso il risanamento dell'area, fu finanziata con un contratto di leasing, che era ancora possibile fare in quei tempi, per un investimento di circa 4.000.000 di Euro da rimborsare in 19 anni. Il Borgo poté così iniziare a vendere l'energia prodotta dai pannelli e il ricavato insieme agli incentivi del Governo permisero di pagare le rate del leasing e di far entrare nelle casse del Borgo circa 300.000 Euro all'anno che Robin-Giamb e i suoi compagni poterono usare per aiutare le famiglie del Borgo a combattere la grave crisi economica che si era abbattuta in quegli anni sul mondo intero.
Fu possibile così mantenere servizi importantissimi per la popolazione, come l'asilo nido, il Centro di aggregazione giovanile, fu perfino ripristinato il servizio di comodato gratuito dei testi scolastici, tanti e tanti servizi sociali e culturali che altrimenti la grande crisi non avrebbe permesso di mantenere attivi.
Le altre 5 biolche furono trasformate in boschetti, con la piantumazione di tanti alberelli finanziati dal Signore di Mantova, utilizzando le gabelle che il Borgo versava come corrispettivo per il controllo sulle escavazioni nel proprio territorio.
E fu così che, come nelle favole più belle, la provvidenziale intuizione ed il coraggio dei nostri eroi trasformarono il sogno in realtà: quel pezzo di territorio a nord del Borgo fu salvato dallo sfruttamento dei malvagi e dal degrado e divenne un importante produttore di energia puliata a beneficio della popolazione del Borgo di Medole.

( f.c. )


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