(sottotitolo
“ROBIN-GIAMB E IL PARCO FOTOVOLTAICO”)
C'era una
volta in quel di Medole (un ridente borgo della Contea di Mantova)
un'ampia area a nord del Borgo, occupata da un'impresa di lavori
stradali condotta da un figuro che aveva un progetto spaventoso:
scavare un enorme buco per costruire un impianto seminterrato per la
triturazione degli scarti di edilizia. Questo progetto, in effetti,
stazionava nella Casa Comunale di Medole da una decina d'anni senza
che mai fosse approvato, per l'inaccettabile quantità di ghiaia che
avrebbe dovuto essere scavata per la sua realizzazione.
Senonché,
con il cambio di Amministrazione e l'arrivo del Principe Brunotto e
del suo compare Sceriffo Faust nel Borgo di Medole, improvvisamente
l'enorme e profondo buco si fece. La denuncia dello scempio fatta da
Little John-Franco, un attento paladino dell'ambiente, provocò
l'immediato intervento del Signore di Mantova (anch'esso contrario al
progetto) che segnalò la maxi escavazione non autorizzata.
Allora, il
Principe e lo Sceriffo di Medole si sovvennero e corsero ai ripari
emettendo l'ordinanza di sospensione di ogni attività di estrazione,
ma in ritardo perché, come si suol dire, “i buoi erano già
scappati”. Troppo presi dalle loro gravose incombenze, non si erano
purtroppo avveduti per tempo di quell'enorme buco che si stava
scavando “a loro insaputa” pur essendo, per il vero, in una
posizione che non si notava solo non volendolo notare.
Si
rinvennero in quel sito grossi cumuli di preziosa ghiaia e di altro
materiale “di natura alquanto dubbia”, ma giustizia fu fatta: il
losco figuro fu condannato e il blocco dell'attività abusiva portò
la sua impresa al fallimento.
Nel
frattempo, le scaramucce tra il Principe Brunotto e lo Sceriffo Faust
misero fine anzitempo al loro mandato e il governo del Borgo fu
affidato (come era nel passato) a Robin-Giamb e alla sua allegra
brigata.
Il Tribunale
chiuse quella brutta pagina mettendo all'asta tutta l'area:
un'occasione d'oro che Robin-Giamb e i suoi colsero al volo.
I NOSTRI
EROI AVEVANO UN SOGNO.
Nel gran
Consiglio del Borgo lo svelarono all'Assemblea: avrebbero partecipato
all'asta per aggiudicare l'area al Borgo, l'avrebbero risanata dal
degrado e trasformata in un bellissimo parco di pannelli che,
catturando la luce del sole, l'avrebbero trasformata in elettricità!
Gli scritti
ufficiali dell'epoca testimoniano che questo sogno non fu da tutti
condiviso. L'ex Principe Brunotto e i suoi compari (noti esperti di
economia), infatti, lo derisero e contrastarono affermando che
avrebbe fatto buttare tempo e denaro. Qual lungimiranza! O forse a
quei garbava quell'enorme buco? Già, perché nel corso della loro
amministrazione ne avevano autorizzati altri di buchi, chiamati
benevolmente “bonifiche”...
Robin-Giamb,
però, forte dell'entusiastico appoggio dei suoi compagni, non si
fece scoraggiare; partecipò all'asta e aggiudicò l'area al Borgo di
Medole, circa 15 biolche di terreno per la somma di 160.000 Euro.
I denari
furono recuperati utilizzando quelli che l'ex Principe Brunotto e
l'ex Sceriffo Faust si erano fatti prestare dalla Banca della Contea
per dare nuovo splendore al Passeggio, un viale del Borgo, ma che non
usarono mai perchè si accapigliarono tra di loro; così si dovevano
restituire con gli interessi senza averne nessun beneficio.
Quale
occasione migliore per mettere fine allo spreco?
Si era nel
mese di aprile dell'anno di grazia 2010. Dopo un lungo e faticoso
percorso per ottenere tutte le autorizzazioni degli Enti, l'area fu
completamente risanata portandovi, in enorme quantità, terreno di
primissima qualità e 10 delle 15 biolche furono occupate dai
pannelli, realizzando così il sogno: un grande parco solare.
Era
trascorso esattamente un anno dall'inizio dei lavori e, nel mese di
aprile 2011 il parco fu attivato, in tempo utile per far sì che il
Borgo di Medole potesse beneficiare al massimo degli incentivi
concessi a quel tempo dal Governo Italico.
L'intera
straordinaria operazione, compreso il risanamento dell'area, fu
finanziata con un contratto di leasing, che era ancora possibile fare
in quei tempi, per un investimento di circa 4.000.000 di Euro da
rimborsare in 19 anni. Il Borgo poté così iniziare a vendere
l'energia prodotta dai pannelli e il ricavato insieme agli incentivi
del Governo permisero di pagare le rate del leasing e di far entrare
nelle casse del Borgo circa 300.000 Euro all'anno che Robin-Giamb e i
suoi compagni poterono usare per aiutare le famiglie del Borgo a
combattere la grave crisi economica che si era abbattuta in quegli
anni sul mondo intero.
Fu possibile
così mantenere servizi importantissimi per la popolazione, come
l'asilo nido, il Centro di aggregazione giovanile, fu perfino
ripristinato il servizio di comodato gratuito dei testi scolastici,
tanti e tanti servizi sociali e culturali che altrimenti la grande
crisi non avrebbe permesso di mantenere attivi.
Le altre 5
biolche furono trasformate in boschetti, con la piantumazione di
tanti alberelli finanziati dal Signore di Mantova, utilizzando le
gabelle che il Borgo versava come corrispettivo per il controllo
sulle escavazioni nel proprio territorio.
E fu così
che, come nelle favole più belle, la provvidenziale intuizione ed il
coraggio dei nostri eroi trasformarono il sogno in realtà: quel
pezzo di territorio a nord del Borgo fu salvato dallo sfruttamento
dei malvagi e dal degrado e divenne un importante produttore di
energia puliata a beneficio della popolazione del Borgo di Medole.
( f.c. )
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