lunedì 25 aprile 2005

UNA PASSEGGIATA IN CAMPAGNA di Carlo Damiani

Non sempre mi capita di vedere in televisione un programma interessante: di questi tempi è più probabile trovare a chiedersi se non sia meglio fare dell’altro che stare a sentire gente che ti spiega che va tutto bene oppure esattamente il contrario… I documentari sulla natura o i reportage di viaggio mi sembrano molto più credibili e soprattutto rilassanti! Mi piace questo pianeta, i suoi abitanti e i suoi colori, scoprire che esistono ancora luoghi vitali, non modellati dalle leggi dell’economia e della finanza.
Quando esco di casa cerco questi posti, tra un capannone e un appezzamento di terra completamente diserbato… voi non ci crederete ma… ci sono! Certo, niente foreste o scenari mozzafiato: d’altra parte vi assicuro che la natura sa esprimersi in tutta la sua bellezza anche nelle cose semplici, dimenticate o, più spesso, distrattamente maltrattate.
Un prato in collina, con la vegetazione che in questa stagione riprende vigore, ci piace molto, trasmette serenità! Peccato che qualche idiota, dopo aver trovato “il bel posticino…” ci ha lasciato bottiglie e piatti di plastica.
Una torbiera con ninfee e rane è l’ideale per una passeggiata da pensionato o per il romantico pomeriggio di due morosi. Purtroppo un “ristrutturatore” sensibile all’ordine ci ha scaricato mattoni, ceramiche, calcinacci e, già che c’era, anche la lavatrice…
Credo che il degrado ambientale non sia solo e semplicemente l’inevitabile prezzo da pagare per il benessere economico di cui (non so per quanto ancora) godiamo. Penso sia una questione culturale, che dipenda dalla volontà di garantire a se stessi a e agli altri una decente qualità della vita.
Sono convinto che le piccole cose (una pista ciclabile, un viale alberato…) possono dare il segno di questa volontà e che molti cittadini saprebbero apprezzarne il beneficio.


Una proposta di parco fluviale intercomunale

Poco lontano da una splendida Pieve romantica in territorio di Carpendolo, in località “Taglie”, da un bel fontanile, esempio di come l’uomo sapesse intervenire sulla natura con discrezione e buongusto, nasce la Seriola Piubega.
Si tratta di un corso d’acqua di pianura che prende origine dalle risorgive che in tutta la valle del Po segnano il confine tra l’Alta e la Media Pianura . Molti secoli fa l’uomo ha imparato a bonificare i terreni paludosi: la gestione delle acque superficiali ha permesso la realizzazione di canali irrigui, utili anche ad azionare mulini ed altri opifici.
La Seriola Piubega passa da Carpendolo a Castiglione d/S ed infine entra in Comune di Medole a Nord Ovest della Colla. Le sue acque sono pulitissime: le piante acquatiche verdi e “grasse” sul fondo ghiaioso sono particolarmente rigogliose. Il fiume dopo essere passato di fianco alla cappella dei Morti di San Vito, sulla strada per l’Annunciata, segue l’alveo naturale e, dopo aver oltrepassato il Canale Virgilio, fluisce in direzione di Sant’Anna di Castel Goffredo.
Alcuni tratti del fiume, come quello a valle del paese, sono particolarmente suggestivi per la presenza di alberi d’alto fusto e arbusti: tra sambuchi e biancospini mi capita spesso di vedere il martin pescatore oppure anatre selvatiche, gallinelle e rapaci a testimoniare un ambiente naturale sano e vitale.
Tutto ciò non può essere trascurato perché è un bene della collettività al pari della Torre civica e della Pieve. Soprattutto i bambini e i ragazzi devono potersene riappropriare in completa sicurezza: da tempo, ormai, gli ambienti naturali sono percepiti più come “terra di nessuno” che come spazio da conoscere ed esplorare. La realizzazione di un percorso ciclabile (o podistico) caratterizzato e gestito in collaborazione tra agricoltori, associazioni (penso alla Pro-loco, ma non solo), Scuole ed Amministrazione potrebbe consentire di fermare il progressivo degrado, il taglio non compensato da nuove piantumazioni o, peggio, l’eliminazione delle ceppaie, l’utilizzo delle rive come deposito di rottami e calcinacci…
Da cosa nasce cosa e si potrebbe giungere a immaginare di estendere il progetto coinvolgendo comunità ed amministrazioni vicine!
E’ un sogno? Si, ma dopotutto credo sia legittimo sognare. Se saremo in molti a farlo forse un giorno lungo la Seriola ci saranno dei bambini a pescare e degli anziani signori che leggono il giornale o raccolgono luertis…(c.d.)