lunedì 25 aprile 2005

PALAZZO CENI di Giovanni Magnani

RESTAURO CONSERVATIVO E NUOVA DESTINAZIONE D’USO
PALAZZO CENI CENTRO CULTURALE? UTOPIA? TUTT’ALTRO, POSSIBILE REALTA’.

Che il bel Palazzo Ceni da anni di proprietà comunale abbia estremo bisogno di intervento di restauro è fuor d’ogni dubbio. E’ fuor d’ogni dubbio anche il fatto che dopo il restauro la nobile dimora e gli annessi abbiano a tornare a vivere e ad assumere un ruolo di dignità quale il complesso, storicamente, architettonicamente ed artisticamente, esprime ed esige. Dunque, quale miglior destinazione d’uso potrebbe calzare per un siffatto complesso se non il “Centro Culturale” del luogo. D’acchito, certamente, agli occhi di molti potrebbe sembrare un’utopia, una chimera ma, ragionandoci un po’, guardando all’operazione recupero con occhio lanciato in prospettiva futura si può, invece, affermare che la destinazione d’uso predetta è tutt’altro che utopica, anzi realistica e fattibile. Certamente serve un progetto, denaro per realizzarlo e soprattutto volontà politica per arrivare al concreto. I presupposti per pensare a Palazzo Ceni quale centro culturale del luogo ci sono e si chiamano: Biblioteca comunale, Civica Raccolta d’Arte, Archivio storico, Sala civica e di rappresentanza. Da non sottovalutare la valenza prestigiosa, anche sotto l’aspetto turistico, che Palazzo Ceni-Centro Culturale porterebbe all’asse di grande rilievo che va dalla Pieve Romanica alla chiesa di San Rocco; dal Parco Comunale alla piazzetta Cavour e via Roma con i portali marmorei e i palazzi; da piazza Vittoria con annessi e connessi alla Casa fancelliana, alla Torre Civica e piazza Castello col Teatro comunale con prosecuzione per via Fontana, piazzetta Isabella Arrighi e prolungamento all’Annunciata. Un percorso per valenze intrinseche che va dal Medioevo, Romanico al Barocco passando tra Quattrocento, Cinquecento e Seicento. Un percorso da fare invidia a molti spocchiosi centri con ben inferiori valenze che tanto se la pretendono e che grazie ad interventi del più smaccato kitch sono, purtroppo, sovente, eletti a modello. Gli esempi, anche nelle vicinanze, non mancano. Palazzo Ceni nella veste di Centro Culturale tornerebbe a vivere di quella vita animata ma discreta che è propria dei contenitori della cultura che danno, proprio per la loro natura, anche una incisività e un indirizzo alla crescita della qualità della vita cittadina contemporanea e futura oltre che, naturalmente, positiva immagine, elemento non secondario. Elementi questi tutti che attestano civiltà, carattere, rispetto e apprezzamento.
Nel palazzo e nei suoi annessi supponibilmente senza necessità di stravolgimenti e devastanti interventi, proprio in funzione della disposizione degli ambienti nobili e rustici potrebbero trovare posto interagendo sinergicamente le predette realtà ora inadeguatamente sistemate come l’Archivio storico; decentrate come la Biblioteca comunale, sacrificate in ambiti ormai ristretti come la Civica Raccolta d’Arte. Auspicabili quindi, come detto, una forte decisione politica in primis e un progetto ragionevole in seguito. Un progetto complessivo di possibile realizzazione in piccoli lotti che portino comunque a un risultato finale omogeneo e funzionale.
Intanto, in attesa di eventuali sviluppi, c’è già chi pensa e si sta attivando organizzativamente per mettere a punto una serata o un ciclo di incontri sul tema con la partecipazione di esperti e addetti ai lavori. Incontri che verranno definiti e adeguatamente pubblicizzati a tempo debito.

(g.m.)