lunedì 25 aprile 2005

1° MAGGIO: FESTA DEI LAVORATORI di Giovanni B. Ruzzenenti

Anche la ricorrenza del 1° maggio è stata nel mirino del Governo in carica. Nonostante il Presidente del Consiglio si sia più volte autodefinito “Presidente operaio”, dalla sua maggioranza governativa e da Lui stesso sono partite bordate contro la festa del 1° Maggio, dichiarandola inutile, anzi proponendo di farla tornare lavorativa allo scopo di aumentare il prodotto nazionale.
Gli arretramenti elettorali, per la coalizione di centrodestra, che si sono susseguiti negli ultimi tre anni, culminati con la batosta delle elezioni regionali appena trascorse, hanno sopito l’attenzione faziosa contro il 1° Maggio.
Quindi come ogni anno bisogna guardare con occhio disincantato la situazione contingente del mondo del lavoro per valorizzare criticamente questa componente che ha costituito in passato un valore determinante della vita umana, ancora oggi e che lo farà anche in futuro.
Oggi, mentre viene sbandierato l’aumento dell’occupazione, si cerca di nascondere che grande parte di questi posti di lavoro sono fittizi in quanto costituiti da contratti precari che impediscono ai lavoratori di organizzare un qualsiasi futuro per sé e per eventuali loro famiglie. Alla faccia di tante prediche sulla centralità della famiglia.
Inoltre non possono assumere impegni finanziari per eventuale acquisto immobiliare. Nemmeno dimenticare il lavoro nero, il lavoro di sfruttamento minorile e/o la grave violazione delle regole di sicurezza sul lavoro.
BUON 1° MAGGIO A TUTTI I LAVORATORI AFFINCHE’ DIVENTI MIGLIOR FUTURO.
(g.b.r.)