domenica 3 giugno 2007

MEDOLE: GLI ERETICI E LA GHIAIA di Giovanni B. Ruzzenenti

Il 25 Aprile, durante la manifestazione che avrebbe dovuto essere la rievocazione e celebrazione della riconquistata libertà, il Sindaco ha pronunciato un retorica omelia stracolma di appelli ripetuti, ripetuti, ripetuti ed ancora ripetuti, volti all’unità fraterna di tutti, superando la distinzione tra partiti politici. Dobbiamo avere tutti il Suo “pensiero unico”.
Subito dopo, per dare più apparenza alla propria immagine, nei comunicati stampa ignora completamente l’”Associazione Reduci ed Orfani di guerra”, la quale, nonostante qualche difficoltà connessa all’età anagrafica, continua ad essere protagonista organizzativa di queste ricorrenze.
Tre giorni dopo, il 28 Aprile, in coda alla riunione del Consiglio Comunale, dimentico del discorso di tre giorni prima, provvede con virulenza a dividere le Associazioni di volontariato e sportive in buone (quelle composte da persone che presume suoi seguaci) e cattive (le altre, composte da persone non genuflettenti al Suo “pensiero”).
Altri tre giorni, è il 1° Maggio: organizza con molta esteriorità un’altra cerimonia nel lusso della retorica, in piazza, con la presenza del Presidente della Provincia di Mantova.
Dato che il Presidente della Provincia appartiene ad una coalizione politica avversaria a quella del nostro Sindaco, molto probabilmente non è casuale l’averlo invitato proprio in questi giorni. L’antefatto: nei mesi scorsi la Giunta comunale di Medole ha autorizzato l’escavazione di quasi un milione di metri cubi di ghiaia (oltre al Piano Cave che già prevede nove milioni di metri cubi da scavare in dieci anni) senza acquisire il doveroso parere dell’Amministrazione della Provincia che è titolare della gestione del Piano provinciale cave. Ora il Sindaco si trova inguaiato ed è stato costretto a sospendere l’escavazione; allora potrebbe tornare utile “leccare” il Presidente della Provincia, anche se di coalizione avversa, nella speranza (vana, conoscendo il Presidente) di combinare qualche intrallazzo riparatore; alla faccia dei principi sulla salvaguardia del territorio, tanto sbandierati nel programma elettorale.
Infine rimane il dilemma di sempre: saranno “eretici” coloro che dicono “pane al pane e vino al vino” e per questo arsi sul “rogo”, oppure lo sono coloro che nelle occasioni sacre predicano bene, ma poi, usciti dal luogo santo e richiusa la porta alle spalle si comportano nei fatti secondo “valori” opposti: arroganza, prepotenza ed opportunismo?
(g.b.r.)

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