Col passare dei secoli e con il succedersi delle diverse civiltà il consumo di bevande alcoliche ha assunto diversi significati sociali.
Come la maggior parte di noi sapranno, il padre di tutte le bevande alcoliche è il vino, apprezzato dalla cultura contadina sulla base di solide e antiche tradizioni che attribuivano a tale sostanza un potere salutare e nutritivo.
Pensando ad oggi possiamo ancora dire con ferma convinzione che consumare alcol faccia buon sangue sempre e comunque? La cronaca odierna a livello nazionale e i dati raccolti dal Ser.D (servizio dipendenze) di Mantova sembrano cozzare con la stragrande maggioranza dei luoghi comuni che dipingono le bevande alcoliche come “sostanze ricreative” in grado di facilitare le relazioni e le proprie prestazioni di ruolo.
Purtroppo la realtà dei giorni nostri è caratterizzata da sempre più giovanissimi che consumano e abusano di alcol con l’illusione di divertirsi “di più”; figli e figlie, padri e madri, mariti e mogli che hanno aumentato i consumi alcolici, alcuni sostenendo di aumentare i sapori della tavola e altri ( i più) per addolcire talvolta il sapore amaro della vita.
Questi dati conosciuti, purtroppo, per lo più esclusivamente dagli addetti ai lavori hanno quasi dell’inverosimile in un Paese che ha approvato e legalizzato fino a ieri la produzione e la vendita “no-limits” di bevande alcoliche; un Paese che ci consiglia di bere una birra prima di compiere una scelta importante e ci ricorda che senza consumare alcolici è fortemente compromessa la buona riuscita di una festa.
Siamo tutti d’accordo che non sarà il proibizionismo a salvare i giovani sulle strade, ad annullare gli inserimenti (sempre in aumento) di persone in strutture specializzate nel trattamento delle alcoldipendenze e a proclamare la chiusura degli storici ed importanti gruppi di auto-aiuto come “Alcolisti Anonimi” e “Club degli Alcolisti in Trattamento”, ma forse è arrivato il momento di allarmarsi di fronte al continuo aumento del consumo di bevande alcoliche e di informare le persone che è possibile ottenere effetti piacevoli dall’alcol solo se lo si consuma con moderazione poiché l’alcol se consumato in massicce quantità più che procurare piacere alla persona è destinato a creare dipendenza.
Saranno state le circa 30.000 persone che ogni anno muoiono a causa di patologie alcolcorrelate o il fatto che in 3 incidenti su 4 al guidatore che ha causato l’incidente, per lo più mortale, è stato riscontrato un tasso alcolico molto elevato a far sì che i nostri ministri, deputati e senatori, abbiano definito il consumo attuale di bevande alcoliche un “FENOMENO SOCIALE ALLARMANTE”?
Positivi sicuramente gli interventi applicati per ridurre il rischio sulla strada, come controlli del traffico più intensi e provvedimenti penali più severi ma chi lavora nel settore delle alcoldipendenze è ben consapevole che tali provvedimenti non saranno sufficienti ad evitare tutte quelle situazioni problematiche che portano, nella maggior parte dei casi, alla morte della persona se non verranno accompagnati da attività di prevenzione rivolte soprattutto a chi ancora deve sviluppare un consumo problematico di sostanze alcoliche.
Prevenire significa informare le persone che si può diventare dipendenti d’alcol e che il “tanto smetto quando voglio” non è affatto possibile.
Prevenire significa sensibilizzare le persone rispetto alle conseguenze personali e sociali provocate da un consumo problematico di sostanze alcoliche consistenti nella forte compromissione della vita di relazione, della capacità lavorativa e dello stato di salute, nella maggior parte dei casi danneggiato irreparabilmente.
Prevenire significa inoltre aiutare le persone a capire che “affogare i dispiaceri nell’alcol” è solamente un tristissimo luogo comune coniato, molto probabilmente, da chi non avendo avuto il coraggio e/o la forza di chiedere aiuto in un momento difficile della propria vita, si è aggrappato all’illusione di poter vivere meglio bevendo.
Infine, per questo, a chi già ha sviluppato un consumo problematico di sostanze alcoliche per prevenire danni per lo più catastrofici è consigliato di rivolgersi al proprio medico curante, al Ser. T (servizio tossicodipendenti) del proprio distretto ASL oppure ai gruppi di auto-aiuto degli “Alcolisti Anonimi” o ai “Club degli Alcolisti in trattamento”.
INCREMENTO NELL’USO DI ALCOLICI IN RAPPOR-
TO A SESSO E ETA’ NEGLI ULTIMI 5 ANNI IN ITALIA.
FEMMINE
12-17 anni + 110%
18-24 anni + 51%
25-44 anni + 21%
45-64 anni + 15%
+ 65 anni + 14%
MASCHI
12-17 anni + 31%
18-24 anni + 21%
25-44 anni stabile
45-64 anni stabile
+ 65 anni stabile
30000
sono i morti all’anno per alcol
L’ALLARME SOCIALE E’ NULLO
450
sono i morti all’anno per eroina
L’ALLARME SOCIALE E’ ALTO
3
sono i morti all’anno per la mucca pazza
L’ALLARME SOCIALE E’ ELEVATISSIMO
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