sabato 6 giugno 2009

LA RIVOLUZIONE DI UNA POLITICA TRASPARENTE di Fausto Monici

(OVVERO : GLI IDEALI DI UN FOLLE VISIONARIO)
Per fare politica, anche locale, e per governare, è necessaria la “saggezza”, ma sono necessari anche dei forti valori condivisi che possono avere solo delle “menti giovani”, non condizionate dagli interessi personali o dalle delusioni della vita.
Solo le “menti giovani” hanno “valori puri” e nella loro irruenza, testardaggine, ingenuità o follia possono più facilmente lavorare per dar corpo a un nucleo di valori condivisi.
Solo le “menti giovani” sono in grado di mettere in atto delle modalità di dialogo, discussione e decisione diverse da quelle a cui siamo stati abituati, ad ogni livello, in questi ultimi 15 anni, e che non sono le uniche possibili (sto parlando di qualcosa che è sotto gli occhi di tutti : urla, offesa, derisione, compromesso, inganno, contrapposizione, agguato, tornaconto, sotterfugio, …).
Una “mente giovane”, ad esempio, si incuriosisce alle tecniche di dialogo che si insegnano nei numerosi corsi di peace-keeping (i portatori di pace) che si tengono oggi in Italia, rincorre persone come Roberto Tecchio che applica, nei quartieri degradati e nelle aziende, il suo “metodo del consenso” (che aiuta a lavorare insieme anche quando non si è d’accordo), si appassiona ai libri e al lavoro di personaggi come Rosenberg (grande mediatore e pacificatore d’animi anche in situazioni drammatiche, come il conflitto israelo-palestinese) che con libri come “Le parole sono finestre, oppure muri” aiuta a comunicare in modo rispettoso e senza suscitare ostilità. E potrei continuare, ma per una “mente giovane”, anche se atea o agnostica, basterebbe il Vangelo, quello delle origini, provocatorio e coraggioso, come esempio e spinta propulsiva per adottare un comportamento politico più al servizio della comunità.
Nel dopoguerra le menti (anche dei quarantenni e dei cinquantenni) erano “molto più giovani” di quelle di oggi. Chi ricorda il motto “Ora - e sempre – RE-SI-STENZA” degli anni ’60 e ’70 sa che non era un grido nostalgico, ma un richiamo fortissimo ai valori che hanno ricostruito un paese e una classe politica e manageriale (come Mattei che, a capo dell’ENI, calmierava il prezzo della benzina per favorire lo sviluppo dell’intera nazione rinunciando a degli utili per l’azienda di Stato). Era un insieme di persone non asservite a nessun potere né ad interessi personali, ma che ci ha permesso, da paese vinto dalla guerra, di organizzare coi Vincitori i lavori che avrebbero portato all’Unione Europea.
Molti dei nostri politici, soprattutto quelli che si fanno sentire, dicono (!) di richiamarsi a quegli uomini, ma ben diversi sono lo spirito, lo spessore e il modo di fare.
Oggi, dopo il crollo dei miti ideologici del Marxismo e del Capitalismo (ricordate i grandi ammonimenti “profetici” di Giovanni Paolo II proprio sul capitalismo ? L’intera classe politica ed economica se ne guarda bene dal parlarne !), assistiamo ad un tale degrado della “morale politica” che ci chiediamo : ma mancano i Valori o mancano le Persone ?
Credo né uno né l’altro, ma solo un guizzo, un’idea nuova che aiuti la gente a liberarsi dei falsi miti, dei falsi profeti di questa società per ritrovare i VALORI FONDANTI di sempre e il coraggio di manifestare “proposte provocatorie”. Quali?
Come minimo, e specialmente i meno abbienti e i più deboli, vogliono che chi ci governa :
1. non faccia i propri interessi o quelli dei potenti, ma quelli dell’intera comunità ;
2. non anteponga sé stesso, o il proprio orgoglio, agli interessi della comunità, né ceda alle lusinghe della polemica ;
3. non abbia paura di mettersi in gioco, di metterci la faccia ;
4. ascolti e valuti ogni proposta, di qualsiasi provenienza, specie fuori del suo cerchio, perché nessuno, da solo, detiene la “verità” ;
5. dedichi a questa attività il tempo che merita : non è un passatempo, né un riempimento, né un volontariato, ma un impegno di grande responsabilità, che sta tra la MISSIONE, la PASSIONE e il LAVORO (da fare, appunto, con grande passione) ;
6. sia trasparente in ciò che fa, e comunichi sempre e comunque con la gente della sua comunità ;
7. non sia arrogante col cittadino ;
8. consideri chi non l’ha votato come L’IMPORTANTE “MINORANZA” di cui tenere conto e da rispettare, anche al di là dei suoi modi, e non come un’opposizione da denigrare ;
9. faccia promesse che può mantenere ;
10. ammetta i propri errori, e cerchi di porvi rimedio.
Mi piacerebbe vedere un programma elettorale CREDIBILE fatto di queste cose, ma TU, CANDIDATO : le sottoscrivi queste richieste ? Umanamente e moralmente, e non da un punto di vista opportunistico, hai il coraggio di scartarne qualcuna ?
Solo i valori veramente e profondamente condivisi impediranno a TE, che stai pensando di affrontare questa avventura, di invecchiare dentro e fuori malamente, di soffrire quando perderai qualche rapporto che chiamavi “amicizia”, di pentirti di non avere approfittato della tua posizione, di vergognarti di non aver agito o reagito abbastanza, di chiederti come hai fatto a credere al canto delle Sirene e a fidarti di qualcuno che ti sembrava diverso, di riflettere sul perché non hai valutato altre fonti, di cercare giustificazioni del tipo “io mi occupavo di altro …”.
Fare politica è un’avventura incredibile, puoi crescere, ti puoi anche divertire, e penso che DOVREBBE ESSERE OBBLIGATORIO PER TUTTI OCCUPARSI PER UN PO’, NELLA PROPRIA VITA, DELLA GESTIONE DELLA “ROBA PUBBLICA”, perché questo permetterebbe alla gente di avere più rispetto per chi se ne occupa, e gli insegnerebbe anche ad aprire gli occhi.
Ma solo i valori che coltivi ti permetteranno di essere benevolo con le debolezze della gente e forte con l’arroganza e le lusinghe dei più furbi. Tu non sei il potere, ti è stato affidato e devi usarlo bene. È questo che ti si chiede.

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