martedì 20 giugno 2006

RIFIUTI: UNA QUESTIONE DI METODO di Stefano Bottoglia

Il nostro stile di vita produce una grande quantità di rifiuti ogni giorno. Produrre meno rifiuti si può! Lo dimostrano i miglioramenti degli ultimi anni. Per ottenere questo prezioso risultato occorre agire su due fronti: l'educazione e una buona gestione.
L'educazione è certamente uno strumento assai potente e non abbastanza considerato. Il cittadino infatti può essere aiutato a modificare alcune abitudini. Si può ad esempio abituarsi a suddividere i rifiuti prodotti fra quelli differenziabili e non, scegliere l'uso di alimenti con confezioni biodegradabili o riciclabili, usare contenitori pensati per un uso prolungato, come borse di tessuto o bottiglie di vetro anziché quelle di plastica, ecc.
La lista di questi comportamenti virtuosi è lunga e soltanto un'attenzione costante può indicare i più opportuni.
Credo pertanto che fra i compiti dell'amministrazione ci sia quello di informare con generosità i cittadini in questa materia e sorvegliare sull'andamento di questo settore.

Certo l'educazione può fare molto ma non tutto. Anche attuando tutti gli accorgimenti per ridurre la quantità dei rifiuti, ne resterà sempre una parte che deve essere gestita.
Ed è questo il compito più impegnativo dell'amministratore pubblico.
Un modo interessante per parlare di gestione è quello di descrivere un caso che rappresenta l'eccellenza; una realtà che ha saputo addirittura trasformare il rifiuto da problema a risorsa.
Il caso a cui ci riferiamo è un consorzio intercomunale sorto in provincia di Treviso, il suo nome è Priula.
Nato nell'87 per volontà di 5 comuni, ha esteso la sua attività negli anni successivi fino a 23 comuni, si occupa della raccolta sia del differenziato che dell'indifferenziato.
Le ragioni di questo successo (primi in Italia per la raccolta differenziata) possono essere riassunte in poche parole: i rifiuti sono gestiti secondo un progetto scientifico molto accurato che premia i più educati.
Riteniamo meritevoli di citazione alcuni aspetti di questo servizio.
- Ottimizzazione dei giri di raccolta: il sistema prevede la raccolta porta a porta contemporanea di indifferenziato e differenziato con l'utilizzo di alcuni contenitori (forniti dal consorzio) di vari colori a seconda del contenuto.
- Tariffe correlate ai rifiuti prodotti: grazie ad un sistema digitale è regolarmente rilevato il numero degli svuotamenti per utente sul quale si calcola una parte variabile della tariffa per l'utente stesso.
- Integrazione con centri di raccolta differenziata: progettato per la massima efficienza consente la raccolta oltre dei rifiuti normalmente prelevati con il porta a porta anche di quelli che per natura, dimensioni o frequenza non giustificano una raccolta settimanale.
- Buona qualità merceologica del materiale raccolto: il costante controllo da parte di operatori di quanto è conferito consente di mantenere rifiuti di buona qualità (non mescolati) e pertanto di ottenerne anche recuperi di tipo economico.
- Grande varietà di rifiuti: grazie alle modalità descritte il consorzio raccoglie tramite:
PORTA A PORTA: secco non riciclabile, organico biodegradabile, vetro, plastica, lattine, carta e cartone, verde e ramaglie.
CENTRI DI RACCOLTA: cartone, vetro, inerti, imballaggi in plastica, ferro e metalli, legno, sfalci e ramaglie, elettrodomestici e materiale elettronico, pneumatici, toner e cartucce per stampanti, oli e grassi commestibili, oli minerali, rifiuti ingombranti e pericolosi.
POSTAZIONI LOCALIZZATE: pile, batterie, farmaci e medicinali
- Molta informazione: una soluzione così accurata richiede una buona consapevolezza da parte degli utenti, che è garantita da frequenti campagne d'informazione e dalla presenza degli ecosportelli.
Ma chissà quanto costa? Anche in questo caso c'è una sorpresa: il costo di questi servizi per gli utenti del consorzio Priula non è maggiore di quello che pagano i Medolesi.

Da questo breve ritratto emergono nitide alcune considerazioni.
Si è scelta la raccolta porta a porta e in ogni comune è presente una piazzola di raccolta differenziata presidiata.
Questo perché gli operatori sono concordi nel ritenere che la presenza di cassonetti sul territorio, preposti a questo scopo, oltre ad essere esteticamente sgradevoli, sono piuttosto inefficaci. Questo a causa dell'ineliminabile presenza dei maleducati che finiscono per depositare i rifiuti in modo inadeguato, mescolando ai materiali riciclabili anche quelli che non lo sono rendendo vano lo sforzo di tutti gli altri.
Inoltre i cassonetti non presidiati diventano facilmente delle piccole discariche a cielo aperto. Anche in questo caso a causa della maleducazione di chi, trovandoli pieni trova comodo depositare ugualmente i propri rifiuti in prossimità del cassonetto stesso. Si potrà eccepire che un frequente svuotamento risolve il problema, ma temo che numerose e vicine esperienze (si veda Castel Goffredo) confermino questo degrado.
Inoltre è piuttosto evidente come il fattore "comodità" è determinante. Un centro di raccolta non posizionato nel comune ma ad esempio in un comune limitrofo che può essere distante alcuni chilometri, costituisce un deterrente all'uso; sia per chi non dispone di un mezzo di trasporto adeguato, sia per il tempo di trasferimento.
Ci auguriamo che nelle scelte future chi si occupa di questo delicato settore consideri con la dovuta attenzione queste esperienze così interessanti e proficue.
(s.bo.)

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