martedì 20 giugno 2006

PROPOSTE E PRIORITA’ di Giovanni B. Ruzzenenti

L’idea di coerenza propositiva seguita da “Medoleggendo” vede già qualche risultato, mitigato, purtroppo, da un contorno di disastri.
Mi riferisco alla Madonnina del Passeggio per la quale erano state formulate proposte concrete nel primo numero di Medoleggendo: nonostante le variazioni dimensionali maggiorate, è stata infatti ricostruita con un disegno molto simile al preesistente e collocata nella posizione pressoché preventivata anche se risulta che l’Amministrazione comunale avesse propositi diversi. Tuttavia, sarebbe stato giusto ricostruirla prima di demolire quella esistente, perché era così previsto nel progetto originale e per non interrompere la continuità del culto delle persone interessate.
Certo, nessuno avrebbe immaginato il brutale abbattimento degli olmi trentennali, alberi pregiati del boschetto, nel quale la Cappella si sarebbe inserita alla perfezione; e, siccome al peggio non c’è fine, gli alberi sono stati sostituiti con una platea di cemento (alla faccia della tutela dell’ambiente) che, comunque possa essere ornata, snatura il significato di semplicità di queste caratteristiche edicole rurali.
Prima di proporre altre priorità, è utile riepilogare lo stato delle opere pubbliche in corso di realizzazione, progettate e finanziate dalla precedente Amministrazione:
- asfaltatura di strade;
- tratti di illuminazione pubblica: purtroppo, dopo due anni, realizzati solo parzialmente;
- riapertura del Teatro Comunale (però manca ancora l’agibilità?);
- rotatoria della Madonnina; e su questa due precisazioni:
1) ora l’attuale maggioranza si bea della sua realizzazione, mentre al tempo del progetto qualche anno fa, quando era opposizione, osteggiò ferocemente la rotatoria, sostenendo in alternativa gli antiquati impianti di semaforo;
2) nell’angolo est esterno della rotatoria è stata costruita un’aiuola che, oltre ad essere insignificante, brutta e non prevista nel progetto, ha eliminato la possibilità di parcheggiare in Via XXV Aprile, creando un disagio non indifferente ai cittadini.
- impianto fotovoltaico, installato sugli spogliatoi degli impianti sportivi: dopo qualche incertezza è andato in opera;
- condominio ex demanio dello Stato di Via Cavour angolo Via F.lli Cervi: sei appartamenti destinati agli immigrati; sciaguratamente, durante la ristrutturazione, sono state eliminate le rispettive autorimesse previste dal progetto. Brutto segno. Non è accettabile togliere il diritto all’autorimessa perché immigrati;
- piazzola per la raccolta differenziata dei rifiuti di Via Annunciata: mentre la precedente Amministrazione aveva predisposto il finanziamento di oltre 100.000 euro per ristrutturarla e potenziarla, l’attuale giunta vuole chiuderla. Ha annullato tutto e sostituito con i cassonetti stradali che i Comuni progrediti stanno invece eliminando; vanificato quindi l’impegno trentennale per evitarli. Ora si torna indietro con: insufficienza di servizio, bruttura estetica, diffusione di cattivi odori e antigienicità derivante dalla fermentazione del contenuto costituito dall’abbandono di rifiuti di ogni tipo. E, se come l’assessore Salvadori asserisce, dovremo appoggiarci alla piazzola di un altro Comune, diventeremo anche una comunità subalterna.

Ora vediamo le priorità impellenti:
1) La realizzazione dell’Asilo nido più capiente che la Fondazione Isabella Arrighi Onlus sta portando avanti con il progetto di recupero “Porta Rossa”, anche in assenza di un concreto sostegno da parte dell’Amministrazione comunale, la quale, nonostante il bla-bla, continua a rimandare il suo coinvolgimento in rapporto all’eventuale utilizzo di quando il servizio sarà in funzione, scaricando intanto alla Fondazione tutti i rischi conseguenti.
2) La ristrutturazione di Palazzo “Ceni”, una importante donazione alla comunità Medolese, che deve farlo diventare un ambiente fruibile di prestigio. Il tentativo di annullare il progetto già finanziato dalla precedente Giunta è rientrato dopo che avevamo pronunciato le dovute rimostranze attraverso la stampa e la radio.
Il progetto della nuova Giunta era di incaricare l’Università: apparentemente sembra una grande idea, particolarmente proficua per la propaganda; i cittadini non bene informati non sono però a conoscenza del fatto che, spesso, questi incarichi altisonanti nascondono un trucco maledetto. I progetti, di fatto, non possono essere materialmente seguiti dagli Istituti universitari, però, attraverso l’Università, trovano l’alibi per essere assegnati ad amici, od amici degli amici dei politici, aggirando così le regole degli incarichi professionali.
Almeno è stato ripreso il progetto riguardante il tetto e le facciate del palazzo; l’incarico era stato già pagato, come pure le conseguenti opere erano state già finanziate dalla precedente Amministrazione; il tutto annullato però dall’attuale Giunta, sino a quando, recentemente, è crollato un tratto di tetto. In conseguenza al crollo, si è finalmente rimesso in moto il progetto preesistente che bisogna seguire con determinazione.
3) Allo stesso modo è prioritaria la ristrutturazione delle aree pubbliche fra la rotatoria della Madonnina e quella di Ponte Cressini comprendenti Via Cavour, Viale Zanella, Vicolo Mulino e Via Mazzini. Purtroppo, anche questo intervento è già stato menomato dalla svendita agli speculatori immobiliari, (si potrebbe dire regalo, perché un’area pubblica di collegamento in quella posizione ha un valore inestimabile) dell’area pubblica di collegamento tra Vicolo Mulino ed il percorso perimetrale alle scuole, dove la proprietà che ha ristrutturato non era stata espropriata, come falsamente ha affermato il Sindaco, bensì obbligata per legge alla cessione di quell’area.
E’ evidente l’interesse privato in atti d’ufficio dove sono coinvolti consiglieri e assessori comunali. Si potrebbe ancora rimediare, basterebbe una onesta volontà cristiana.
Ad ogni modo questo intervento, che è di capitale importanza per la sua ampiezza e centralità nell’abitato di Medole, abbisogna di una sua articolazione.
Innanzi tutto occorre riaprire la trattativa con l’Amministrazione della Provincia di Mantova allo scopo di eliminare il divieto di transito da Via Mazzini verso la rotatoria e ripristinare il doppio senso di marcia. Con un raccordo ben fatto, nella rotatoria ci sta la quinta strada, senza arrecare pericolo alla circolazione. Pericolo che è, invece, elevatissimo all’uscita attualmente obbligatoria su Via Pesenti (ex vicinale Pedestorta) dove la visibilità è nulla sino a quando ci si sporge ad altissimo rischio sulla carreggiata di Via Pesenti.
L’articolazione dell’intervento dovrebbe proseguire con il progetto della riqualificazione urbana, che non può essere riduttivo e devastante come quello che propone di istituire un percorso in mezzo alle scuole dove lo spazio già non è esuberante ed è folle toglierne inutilmente.
Alla fine, se il percorso dovesse essere utilizzato, sarebbe disturbante delle attività scolastiche in modo inammissibile; se invece fosse poco utilizzato, vorrebbe dire che gli automobilisti continuerebbero a parcheggiare, ma abusivamente, in Viale Zanella. Quindi, come spesso accade, si stabiliscono restrizioni per poi, nella pratica, aggirarle.
L’anno scorso la Giunta comunale ha presentato in assemblea pubblica il progetto ricevendo dai cittadini energiche osservazioni.
Da allora non ha più fatto assemblee pubbliche sull’argomento e procede autoritariamente.
Ad alcuni operatori economici della zona, il Sindaco avrebbe addirittura risposto sostanzialmente di arrangiarsi.
L’arte di arrangiarsi? Significa che coloro che disporranno delle raccomandazioni giuste saranno tutelati, in caso contrario saranno costretti a chiudere l’attività ed andarsene.
Allora, il modo giusto per valorizzare questo intervento così importante, consiste nell’istituzione di un CONCORSO PUBBLICO DI IDEE (a livello provinciale o, meglio, regionale) che porterebbe alla comunità arricchimento ideale, nuova cultura e diversi valori architettonici che accrescerebbero grandemente la qualità del patrimonio pubblico. (Dove sarà finito il bando che la precedente Giunta aveva elaborato?)
Infine, nello scorrere le azioni amministrative di questa legislatura, ricorre più volte l’idea di limitare gli spazi a parcheggio dove servono e/o sono più comodi, con l’intento di relegarli, quasi si volesse nasconderli.
E’ solo ipocrisia: l’automobile, nella nostra attuale organizzazione sociale è, bene o male, uno strumento di mobilità e comunicazione indispensabile. In proposito, mi viene in mente l’articolo “Siamo solo Medolesi?” scritto da Stefano Bottoglia e pubblicato sul numero precedente di Medoleggendo, nel quale descrive la “città estensiva” in cui viviamo, con tutti gli aspetti positivi del caso.
E’ evidente, però, che dal punto di vista dei mezzi di trasporto pubblico la “città estensiva” difficilmente può essere dotata come una metropoli (anche se sono convinto che potrebbe essere fatto di più), per cui le distanze si coprono quasi esclusivamente in auto.
Apro una parentesi per rammentare che dieci anni or sono, alcune Amministrazioni comunali progressiste (capofila del caso l’allora Giunta Nardi di Castel Goffredo), istituirono, con un forte investimento e la collaborazione dell’APAM, un programma sperimentale di intensificazione del servizio di pubblico trasporto nelle fasce orarie più utili per utenti che potevano così evitare l’uso dell’auto.
Il successivo avvento delle Amministrazioni conservatrici, con la fissa del risparmio (praticato però a scapito dei servizi ai cittadini più deboli), definirono l’annullamento del tutto.
Pertanto, tornando alla nostra situazione, una zona centrale con tante attività terziarie e case di abitazione come Viale Zanella e Via Cavour, estesa per quasi un chilometro, non può rimanere sprovvista di parcheggi diretti.

Certo, per queste realizzazioni, servono soldi.
Ma non dimentichiamo che:
- il bilancio 2004 (l’ultimo della precedente Amministrazione) ha lasciato un consuntivo con avanzo attivo di €. 288.000 (oltre mezzo miliardo di lire);
- inoltre, da quest’anno e per i prossimi dieci, il Comune di Medole avrà a disposizione €. 500.000 (un miliardo di lire) ogni anno, di maggiori entrate per contributo sulla ghiaia scavata;
- se poi, anche questi amministratori rinunciassero al compenso come i precedenti, la comunità avrebbe a disposizione un’ulteriore cifra di poco inferiore a 400.000 euro in cinque anni.
Delle belle cifre, insomma, ma da spendere con cognizione.
(g.b.r.)

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