martedì 20 giugno 2006

RESISTENZA E COSTITUZIONE: UN COLLEGAMENTO INSCINDIBILE di Giulia Redini e Franca Caiola

La ricorrenza del 25 Aprile è tornata finalmente quest’anno ad avere il giusto significato di ricordo del prezzo e del valore della Libertà, dopo 5 anni durante i quali il Presidente del Consiglio del centrodestra lo ha deliberatamente ignorato.
Ha fatto molto bene il Presidente Romano Prodi a ricordare in questa occasione la necessità di difendere la Costituzione perché Resistenza e Costituzione sono intimamente legate.
Questo collegamento è stato duramente criticato, sostenendo che si vuole far diventare il 25 Aprile una ricorrenza della sinistra; forse secondo la destra revisionista sarebbe più giusto festeggiare questo giorno senza ricordare che ci siamo liberati dai fascisti e dai nazisti e da ciò che hanno fatto: la guerra, le deportazioni, l’olocausto, adducendo come giustificazione che questo potrebbe dividere l’Italia: preferisce far credere ad una concordia di facciata.
Comunque il 25 aprile è una festa di tutti, anche di quelli che l’hanno ignorato finora e che adesso vi partecipano, magari per convenienza politica, e poi si risentono se vengono contestati.
Il presidente Prodi nel suo discorso ha lanciato un appello ricordando l’importanza della partecipazione popolare al Referendum contro la riforma della Costituzione che si terrà il prossimo 25 giugno e auspicando “che il NO alla sbagliata riforma della destra arrivi da ogni parte d’Italia”.

INCONTRO CON OSCAR LUIGI SCALFARO

Alcuni giorni fa, al Teatro Bibiena di Mantova, abbiamo incontrato, in qualità di aderenti ad uno dei numerosi comitati “Salviamo la Costituzione”, sorti in tutta Italia, il Presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro che durante tutta la sua vita politica è stato sempre molto attento e rispettoso della Costituzione (diventando per questo anche bersaglio di critiche feroci da parte del centrodestra) e che è venuto a Mantova nella sua veste di Presidente nazionale. È stato un incontro molto coinvolgente e carico di emozione e partecipazione.
Ci ha parlato, da testimone, della Resistenza e della lotta antifascista come movimento di popolo:
la guerra partigiana fu, infatti, decisiva per sconfiggere fascismo e nazismo; fu però anche intrecciata all’opera meno visibile di uomini e donne semplici che aiutarono partigiani, ebrei, soldati; di medici che curarono; di parroci che aprirono le porte delle Chiese per accogliere chi combatteva e rischiava la vita per la Libertà; in ogni gesto, certo, non vi era la stessa consapevolezza politica, ma un’idea comune di pace e di giustizia. Il sacrificio di chi versò il proprio sangue durante la Resistenza, portò all’affermazione dei valori di libertà e democrazia e della volontà di realizzare una società più giusta e più libera. Valori forti che ancora vogliamo confermare e difendere e per i quali ancora oggi dobbiamo resistere per impedire a quanti vogliono stravolgere la nostra Carta per garantire i privilegi di pochi.
Le organizzazioni antifasciste seppero costituire il nerbo della lotta, e furono quelle stesse forze che poi stilarono la Costituzione: fu una coniugazione felice delle tradizioni di pensiero presenti nella Costituente: cattolica, democratica, liberale, socialista e marxista (secondo Oscar Luigi Scalfaro, l'accordo e la maggioranza ottenuta rappresentarono quasi un miracolo).

La raccolta firme per il Referendum è passata attraverso il silenzio assoluto della TV e della stampa, ma, nonostante questo, l’impegno ha portato oltre 800.000 firme (in realtà è stato superato anche il milione); è segno che muovendosi si possono fare le battaglie e se si fanno le battaglie si è già vincitori, mentre si è sicuramente perdenti se non si fanno.
Il Presidente Scalfaro ci ha incitato a rendere testimonianza ad una Costituzione che è stata scritta con tanto sangue e che è stata un altissimo frutto di elaborazione attraverso il confronto continuo contro il fascismo.
La dittatura calpestò la persona umana, togliendole diritti e dignità; la forza della nostra Carta è che al centro c’è la persona con i suoi diritti, di cui è titolare per natura, e la sua dignità; le persone formano il popolo, del quale è la sovranità, e la esercita attraverso il Parlamento, ma il popolo non ha bisogno di un Parlamento senza voce.
Una sola persona con tutti i poteri non è conciliabile con il concetto di Democrazia.
Occorre quindi VOTARE NO a questa riforma che accentra il potere nelle mani del Primo ministro; riduce il Presidente della Repubblica a un nulla assoluto: può (e deve) sciogliere il Parlamento su richiesta del premier, firma senza essere coinvolto.
Il governo è totalmente svincolato dal Parlamento: ha in mano una potente arma di ricatto perché può sciogliere le camere se non approvano le sue proposte di legge.
Le modifiche, se servono, vanno fatte solo in senso accrescitivo delle garanzie e solo nell’interesse del popolo italiano: è stato fatto il contrario, garantendo al primo ministro onnipotente solo il suo interesse.

La devolution calpesta i valori della solidarietà, della democrazia, della libertà, dell’uguaglianza trasmessi dalla Costituzione e spacca l’unità del paese lasciando la competenza alle regioni in materia di sanità, scuola e sicurezza, con conseguente perdita dell’uguaglianza e universalità dei diritti: nella sanità, per le stesse cure, la possibilità delle regioni ricche è molto diversa da quella delle regioni povere; così come nella scuola, con l’organizzazione autonoma, c’è un’enorme diversità di trattamento tra regioni per chi ha buon cervello ma non ha possibilità economiche.
Il NO è un atto d’amore, di pacificazione, di solidarietà, di armonia, è un camminare insieme.
Solo una nuova Assemblea Costituente potrebbe modificare la Costituzione; non teniamoci una Costituzione firmata da un Calderoli che ha ampiamente dimostrato la sua ‘competenza’.

Mentre Scalfaro ci parla di Resistenza e Costituzione, arriva la sentenza della Cassazione che conferma la vittoria dell’Unione: sentiamo tutti una profonda commozione e segue un lungo applauso.
Poi Scalfaro fa il seguente commento alle contestazioni della destra: “C’è anche chi contesta la tavola pitagorica, ma è matematica… in Democrazia un voto in più è vittoria, uno in meno è sconfitta, non è una scoperta, è realtà. Insinuare con perfidia accuse alla controparte fa parte di una penosa campagna che inculca il falso nella testa delle persone, ma, anche dopo anni, il falso rimane falso. Quando le persone lanciano fango con tanta facilità è perché ne hanno una produzione potente in famiglia.”

Per la lettura
Un’intervista fatta da Guido Dell’Aquila, un giornalista del Tg3, ad Oscar Luigi Scalfaro ha prodotto il libro “La mia Costituzione” che non è un saggio o un trattato politico, ma la testimonianza di ricordi ed esperienze personali di un percorso politico vissuto nella Costituzione. Si legge benissimo perché è scritto con un linguaggio chiaro e semplice e con uno stile avvincente e accessibile a tutti; offre uno spunto di riflessione a chi considera con indifferenza e con una sorta di inevitabilità tutto ciò che avviene.
Invita a reagire alle ingiustizie, ai primi sintomi di attacco ai valori e ai principi della democrazia perché solo così si possono fermare le dittature, evitare le guerre e i morti che ne conseguono per la difesa e la riconquista della libertà e dei diritti persi strada facendo.
“Non dimentichiamo che i grandi valori non si conquistano una volta per sempre, devono essere riconquistati e pagati ogni giorno”.

(g.r. - f.c.)

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